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A sinistra Filippo Protti, sopra snowboarder al Cimone
di Paolo Tomassone
A Pian del Falco, piccola località sopra Sestola nel cuore del comprensorio del Cimone, Filippo Protti ha trovato la sua dimensione ideale. Ventisette anni, una vita dedicata allo snowboard iniziata quando ne aveva appena quattro, oggi è maestro e allenatore. Cresciuto letteralmente sulle piste – la sua casa si trova proprio sotto uno ski-lift – ha sviluppato fin da piccolo una passione viscerale per la tavola. La sua storia è quella di chi ha saputo trasformare questa passione in professione: dalle prime discese sotto casa alle competizioni in Coppa Europa, fino alla soddisfazione di vedere un suo allievo in nazionale.
In questa stagione invernale particolarmente favorevole per il comprensorio, Protti è la persona giusta per sfatare i pregiudizi che ancora circondano questa disciplina.
Come è iniziata la sua avventura con lo snowboard?
“Ho iniziato intorno ai 4-5 anni, gareggiando fino ai 18. A diciannove anni sono diventato maestro e dopo due stagioni ho iniziato a collaborare come allenatore con il mio club, continuando a gareggiare nello Snowboard Cross. Oggi uno dei ragazzi che abbiamo allenato è in nazionale e questa è una grande soddisfazione”.
Qual è il suo rapporto con gli sci?
“Da piccolo i miei genitori mi hanno fatto provare entrambe le discipline. Ho fatto anche qualche gara di sci a livello amatoriale provinciale, ma vivendo a Pian del Falco, proprio sotto lo ski-lift, guardavo affascinato i maestri con lo snowboard e ho deciso di dedicarmi esclusivamente a quello”.
Come valorizza il comprensorio la disciplina dello snowboard?
“Per anni il Cimone è stato il punto di riferimento di tutto il Centro-Sud Italia, con snowpark a Le Polle, Pian Cavallaro e Lago della Ninfa. Quest’anno, grazie alle nevicate precoci e alle temperature basse, abbiamo condizioni ottimali anche per i park”.
Esistono ancora pregiudizi sullo snowboard?
“Spesso i genitori sono preoccupati quando i figli vogliono provarlo per la prima volta. È vero che si possono sollecitare polsi e articolazioni, ma anche lo sci ha i suoi rischi se non si è preparati. Entrambi possono essere sport estremi, sono solo preconcetti di chi non ha mai provato. L’importante è approcciarsi gradualmente, con l’aiuto di un maestro”.
Quali consigli per chi vuole iniziare?
“Il maestro è fondamentale, soprattutto per i bambini di 3-5 anni che assorbono velocemente gli insegnamenti. Serve un minimo di preparazione fisica, non da atleti, ma un po’ di sport o palestra aiuta. Si inizia sempre con lezioni di avvicinamento graduale”.
È necessario saper sciare prima di passare allo snowboard?
“È un altro preconcetto purtroppo abbastanza radicato. Un bambino può iniziare con lo snowboard e poi passare allo sci, o viceversa. Non esistono regole fisse”.
Come si mantiene l’equilibrio senza racchette?
“Iniziamo con esercizi base: la ‘spinta one foot’, con un solo piede agganciato alla tavola, aiuta a prendere confidenza con i movimenti necessari anche per utilizzare gli impianti di risalita”.
Si può godere del paesaggio anche con lo snowboard?
“Assolutamente sì. Una volta raggiunto il livello per affrontare una pista rossa, lo snowboard permette di godersi il panorama esattamente come lo sci. Non è solo prestazione e competizione”.
Come motivare chi si scoraggia per le frequenti cadute? “Cadere fa parte del processo di apprendimento. Se non cadi mai significa che non stai provando nulla di nuovo.
Col tempo si impara anche a cadere senza farsi male. La sicurezza resta fondamentale: il casco è obbligatorio fino ai 18 anni, ma noi lo consigliamo sempre, a prescindere dall’età”.