Il romanzo al femminile di Lia Celi

‘Carolina dei delitti’ narra la storia di Invernizio, scrittrice-detective "straordinaria protagonista del suo tempo"

Il romanzo al femminile di Lia Celi

Il romanzo al femminile di Lia Celi

La scrittrice, autrice, giornalista e conduttrice di programmi tv, la riminese Lia Celi, torna in libreria con un avvincente romanzo edito da Salani Carolina dei delitti. Ambientato durante l’Esposizione universale di Torino nel 1911, narra la storia di una scrittrice di successo ma criticata dai letterati, Carolina Invernizio, prolifica autrice realmente esistita, sempre attratta da storie di cronaca nera, moglie irreprensibile di uno stimato colonnello dell’epoca.

Celi, la protagonista di questo suo nuovo romanzo è una donna del primo Novecento. Un’eroina femminista?

"Carolina Invernizio è stata capace di forgiare un suo femminismo, lasciando che le donne sognassero una società in cui, nonostante la posizione discriminata, potessero essere lasciate agire in libertà, coltivando le proprie passioni. Difficile per quei tempi, ma lei aveva un marito intelligente che l’ha sempre spronata ad essere quello che voleva essere, non solo una moglie".

La curiosità di questa donna la porta ad indagare. Di conseguenza è diventata anche lei investigatrice?

"Mi sono calata anch’io nella parte dell’investigatrice. Salgari, il creatore di Sandokan e del Corsaro Nero, era stato trovato morto in un bosco. Si era ucciso a colpi di rasoio, dicevano i giornali e la polizia. I festeggiamenti per i cinquant’anni del Regno dovevano essere in primo piano, quindi caso chiuso. Ma per Carolina un fattaccio di sangue era più irresistibile di un cappello all’ultima moda. Per me, riscoprire e approfondere questa storia appassionante, è stato lo spunto per entrare in quel mondo e indagare a mia volta".

Come ha fatto a ricostruire il periodo della Belle Epoque, in maniera così particolare?

"Mi sono documentata, in passato ho scritto di personaggi storici (Caterina la Magnifica, Anita Garibaldi, tanto per citarne alcune). C’era una grande effervescenza, Carolina si ritrova invischiata in un labirinto di amori morbosi, complotti di famiglia e intrighi politici. Certo c’era una grande diffidenza nei suoi confronti in quanto donna. Ma era talmente popolare che ha continuato a scrivere e a svolgere le sue indagini, fregandosene delle convenzioni sociali che rilegavano il ruolo della donna, ad essere solo madre e moglie".

Sente di aver reso giustizia a questa figura di donna?

"Carolina è stata una straordinaria protagonista del suo tempo. Orgogliosa, astuta, ironica. Sono stata molto felice di aver incontrato questo personaggio e spero in qualche modo, di poter rivalutare la sua figura. Oggi, come cent’anni fa, non c’è nulla di più pericoloso che sottovalutare l’intelligenza di una donna".

Rosalba Corti