
I ragazzi di Spiiky
Reggio Emilia, 29 novembre 2015 - Ilaria Calò ha 28 anni ed è l’area manager di Spiiky per la zona di Reggio. Ilaria, come nasce la startup? «Da un’idea di Marcello Maletti, il fondatore. Una sera aveva cenato utilizzando un coupon di Groupon e non si era trovato bene».
Perché?
«Il servizio non era stato all’altezza da quanto proposto. Da lì è scattata la domanda: perché non creare qualcosa che possa risolvere problemi di questo tipo?».
Ci spieghi.
«Allora ecco l’input a creare un social network basato sull’idea del risparmio col coupon senza pagare subito».
Qual è la differenza?
«Se paghi al termine della prestazione, il gestore non può permettersi di trattarti come un cliente di serie B».
I risultati quali sono?
«Col fatto che i nostri utenti possono lasciare feedback e commenti, le aziende si impegnano a fornire un servizio veritiero. E tutto ciò contribuisce a mantenere alta la qualità. Giudizi negativi, infatti, allontanerebbe le persone. Insomma, con noi non si compra a scatola chiusa».
Quante imprese sono iscritte a Spiiky?
«5000, su Modena e Reggio circa 3000».
E utenti?
«120mila, di cui 80mila su Modena e Reggio».
Agite anche in altre città?
«A Bologna, ma ci stiamo organizzando per coprirla interamente. Poi fatturiamo anche a Milano e Roma: il prossimo passo è quello di lanciarci a livello nazionale».
Come funziona Spiiky?
«Le ditte possono iscriversi da sole e formulare offerte. Noi le controlliamo e diamo l’ok».
E poi?
«Appena inserita la promozione, gli utenti che seguono quel particolare locale, vengono avvisati. L’obiettivo coi feedback è di avere un passaparola online. Se i commenti sono positivi, si crea l’effetto valanga. Se compaiono critiche, invece, si rivelano sempre costruttive e aiutano gli esercenti a migliorare».
Altre differenze coi competitor?
«Sul nostro sito non ci si va una volta sola, ma tutti i giorni. Rispondiamo alle esigenze classiche delle persone. Cosa faccio stasera? Come passo il weekend? Si tratta di un prodotto life style».
Che sconto viene applicato?
«In media del 50%, anche se alcuni commercianti lo impostano più basso perché il loro obiettivo è la visibilità».
Quali servizi annoverate?
«Ristoranti, centri benessere, estetisti. Ma anche intrattenimento: circo e cinema. Ora ci stiamo espandendo a gruppi più grossi. Per esempio, a Modena, McDonald’s è entrato nel nostro circuito. A Reggio abbiamo l’Emiro».
Da che budget siete partiti?
«Abbiamo investito circa 30mila euro. Ma saremmo durati pochi mesi se alcuni privati non avessero creduto in noi, finanziandoci. Ora i dati sono super, in un anno i nostri esercenti hanno mosso un milione di euro».
Qual è il segreto del successo?
«Una struttura molto snella. A noi serve una sola persona per città, non una marea di commerciali come agli altri. Non solo. La percentuale che prendiamo sul prezzo di listino è bassa. Invece, per esempio, con Groupon le condizioni sono pesanti».
Insomma, qualità e sostenibilità per cliente e impresa.
«Esatto. Inoltre, con noi l’utente si sente tutelato perché può scaricare il coupon senza usare la carta di credito».