ALESSANDRA CODELUPPI
Cronaca

Coffrini, un tunnel lungo 10 anni: "Io e i miei cari perseguitati"

"Dissi che Brescello non era una realtà criminale e definii Grande Aracri persona educata. Ma volevo solo difendere il mio Comune. Ora mi sento sollevato. La politica? Mai più".

Marcello Coffrini accanto alla statua di Peppone, il personaggio di Guareschi

Marcello Coffrini accanto alla statua di Peppone, il personaggio di Guareschi

"Per dieci anni accuse infamanti hanno perseguitato me e la mia famiglia". Nel settembre 2014 Marcello Coffrini, allora sindaco di Brescello, rilasciò dichiarazioni che ebbero un effetto esplosivo. Definì Francesco Grande Aracri, già condannato per mafia e fratello del boss di Cutro Nicolino Grande Aracri, "composto ed educato". E aggiunse: "Brescello non è un paese con problemi di criminalità". Nel giugno 2015 si insediò in municipio la commissione prefettizia, Coffrini si dimise nel gennaio 2016 e tre mesi dopo il Consiglio dei ministri sciolse il Comune per infiltrazioni mafiose. Coffrini, qual è ora il suo stato d’animo? "Mi sento sollevato...