ANTONIO LECCI
Cronaca

’Bastarde senza gloria’ ha il sapore della vita

Al Ruggeri una commedia brillante di grande successo. Sul palco anche la guastallese. Giulia Perini.

Una scena dello spettacolo, che tra le interpreti vede anche Gegia (a destra) «Bastarde senza gloria» è già stato portato in scena in un’ottantina di repliche

Una scena dello spettacolo, che tra le interpreti vede anche Gegia (a destra) «Bastarde senza gloria» è già stato portato in scena in un’ottantina di repliche

C’è "Bastarde senza gloria. Una per tutte" al teatro Ruggeri di Guastalla, oggi alle 17,30, per uno spettacolo dedicato alle donne. Quelle che combattono, che non si arrendono e che sono sempre in prima linea sul ring della vita. Uno spettacolo di Gianni Quinto con protagonisti Gegia e Valentina Olla, Sabrina Pellegrino, Federica Calderoni, Elisabetta Mandalari, Eugenia Bardanzellu, oltre che Giulia Perini, originaria di Guastalla.

"Tornare nel teatro della mia città come attrice professionista è per me motivo di orgoglio e immenso piacere. Sapere anche che, nonostante siano passati sette anni da quando mi sono trasferita, il pubblico guastallese mi è più vicino che mai mi rende felice", confida Giulia. Una commedia brillante che ha già calcato i palchi di mezza Italia con circa 80 repliche, per la celebrazione di una sfida di sette donne che si raccontano nelle loro fragilità e imperfezioni, nei loro cliché e desideri irrealizzabili.

È uno spettacolo tragicomico ricco di battute al vetriolo, in cui ridere e sbeffeggiare i piccoli, grandi drammi che la vita riserva. Qui una pausa caffè si trasforma in uno stillicidio di accuse, giudizi, condanne, in una lotta alla sopravvivenza. La donna in fabbrica: madre, moglie, amante, lesbica o straniera… non smette di essere donna con la sua complessità e fragilità, ma indossando sempre la sua fiera ironia. Si scaglia come un felino, ride di sé stessa, ferisce per sbaglio, uccide se necessario ma rinasce come una fenice, anche a costo di perdere.

E’ un testo contemporaneo che affronta tematiche sociali e che presenta nuovamente donne sul ring della vita, a combattere per difendere i propri diritti, in un braccio di ferro con i propri dirigenti d’azienda.

a.le.