CARLO RAGGI
Cronaca

La lirica spiegata a neofiti ed esperti: "Libretto, musica e protagonisti. Ogni spettacolo passa ai raggi X"

Alessandra Manuzzi, con l’associazione ’Amici di viale Baracca’, analizza le rappresentazioni dal punto di vista storico, sociale e artistico nel corso di incontri mensili. "I soci sono 67".

Alessandra Manuzzi, con l’associazione ’Amici di viale Baracca’, analizza le rappresentazioni dal punto di vista storico, sociale e artistico nel corso di incontri mensili. "I soci sono 67".

Alessandra Manuzzi, con l’associazione ’Amici di viale Baracca’, analizza le rappresentazioni dal punto di vista storico, sociale e artistico nel corso di incontri mensili. "I soci sono 67".

Fin da piccola i genitori l’hanno portata al teatro, l’opera, il balletto, i concerti, anche la prosa, a cinque anni la scuola di danza classica, a sette la scoperta della Scala: un background culturale e artistico che in Alessandra Manuzzi ha sviluppato una passione e una conoscenza di grande qualità soprattutto per la lirica, ma anche la musica classica, il balletto, fino a farne la promotrice dell’associazione ‘Amici di viale Baracca’ il cui obiettivo è quello di sviluppare l’interesse delle persone per questi non facili eventi teatrali, l’opera in primo luogo. E per questo, prima dei grandi eventi programmati nei maggiori teatri italiani ed europei, Alessandra Manuzzi organizza incontri a casa propria dove fior di esperti spiegano lo spettacolo ‘sezionandolo’ dal punto di vista storico, sociale, filosofico, artistico. Un’associazione ben inserita nel tessuto istituzionale ravennate, protagonista anche di serate concertistiche e di un annuale premio ai migliori allievi del Verdi. E da ultimo Alessandra Manuzzi sta preparando i profili di Renata Tebaldi e Maria Callas per la terza edizione del volume sulla ‘Toponomastica al femminile’ a Ravenna.

L’opera lirica non è subito facile da comprendere...

"Occorre conoscere il libretto, capire la vicenda, contestualizzarla al periodo storico. Le faccio un esempio banale, pensi a Madama Butterfly, di Puccini, come non inserirla in uno scenario che oggi chiamiamo turismo sessuale! Ma per capire questo occorre che un esperto lo spieghi. E poi c’è tutto il versante musicale, e anche questo è da comprendere...Ecco il motivo per cui nel 2014 ho pensato di dar vita a questo gruppo di amici che poi da quattro anni è diventato formalmente l’associazione ‘Amici di viale Baracca’ che oggi conta 67 soci, e per Ravenna non sono pochi...".

La città che rapporto ha con l’opera lirica?

"C’è un buon pubblico che però potrebbe crescere, lo vedo dalle tante richieste di gente che vorrebbe entrare nel nostro gruppo, ma ho dovuto chiudere il numero perché facciamo gli incontri a casa mia e per più di 38 persone per volta non c’è posto. Il fatto è che le opere hanno un costo molto alto che i teatri di provincia non possono sopportare. E poi non hanno i mezzi tecnologici che offrono all’opera la spettacolarità di cui ha bisogno per essere grandemente apprezzata dal pubblico. Fortuna che all’Alighieri è stato ripristinato lo schermo su cui scorre il testo del libretto...Insomma per assistere a grandi spettacoli lirici occorre andare in altri teatri, dove il pubblico ha tanti stimoli, dalla qualità alla spettacolarità...E infatti quelli si riempiono". Vale a dire?

"Quelli dove andiamo noi, la Scala, il Regio di Torino, il Teatro dell’Opera di Roma, la Fenice di Venezia, il teatro Massimo di Palermo, il San Carlo di Napoli e ancora Macerata, Firenze, Verona, Pesaro, Baden-Baden, dove saremo il 9 aprile per Madama Butterfly con i Berliner". Trasferte che hanno un costo...

"Noi andiamo in genere in treno, a Palermo in aereo; restiamo via almeno due giorni perché lo spirito dell’associazione è quello di accrescere sempre i momenti culturali e così ne approfittiamo per visitare siti archeologici, case museo, mostre..." Che età ha il pubblico dell’opera?

"Dai 50 anni in su. Non ci sono giovanissimi, almeno da noi. Persone di cultura, molte le signore, e per molti di loro la passione per l’opera è venuta proprio a seguito dei nostri incontri".

Diceva che non c’è pubblico giovane, eppure lei andava a teatro fin da bambina.

"Altri tempi, erano i primi anni 70 e babbo Giuliano, infermiere psichiatrico e mamma Lidia, assistente sociale, erano appassionati di musica, di lirica, di teatro, di pittura. E con loro fin da piccola, andavo a teatro, nelle gallerie d’arte, un po’ ovunque... A cinque anni, nel ‘73, iniziai danza classica con Silvana Bucchi. La quale, quando avevo 7 anni, portò noi piccole ballerine, alla Scala. Un’esperienza indimenticabile...E pensi che la prima opera che vidi fu la Traviata con Katia Ricciarelli, ero in seconda elementare! Lo spettacolo era alla Rocca, luogo stupendo dove ho visto ballare, cantare artisti come Carreras, Montserrat Caballè, Carla Fracci, Nureev!".

Aveva intenzione di fare la ballerina?

"No, affatto. Mi piaceva e basta. Ho ballato fino a 23 anni. Nel frattempo mi sono diplomata al Liceo scientifico e poi ho iniziato l’università, medicina; l’ho frequentata per due anni poi feci anche un corso per gestione amministrativa aziendale ed ebbi subito un’offerta di lavoro. E così ho lasciato l’università e ho lavorato prima al Consar per 20 anni, poi alla Vulcaflex e infine per dodici anni alla segreteria della presidenza dell’Arco Lavori".

E la passione per il teatro?

"Naturalmente è cresciuta: nel frattempo ero entrata nel consiglio di amministrazione dell’ultracentenaria associazione musicale ’Amici dell’Arte di Forlì’ il cui direttore artistico era Danilo Rossi, musicista della Scala che io avevo conosciuto e col quale ho collaborato per una decina d’anni...tenga presente che l’associazione a Forlì gestisce la stagione musicale. Fu così che conobbi il mondo della musica anche dall’interno, musicisti, musicologi, direttori e questo mi ha aiutato moltissimo quando ho cominciato ad organizzare il gruppo...Da allora ho cominciato a studiare a fondo la materia, ho un’intera biblioteca e Cd sulle grandi opere, sui compositori".

Qual è il suo compositore preferito?

"Giuseppe Verdi, lo amo alla follia...".

Quando le venne l’idea degli incontri?

"Nel 2014 in vista della prima della Scala del Fidelio, unica opera di Beethoven. Ci ritrovammo in 12-13 a casa mia, chiamai Paolo Petazzi, critico musicale e docente al Conservatorio di Milano perché ci presentasse l’opera da molti punti di vista, storico, civile, musicale etc, informazioni necessarie per apprezzare e capire un’opera lirica, ma anche un balletto o una commedia...Senza queste informazioni, come le dicevo, non si apprezza l’evento artistico e la volta dopo non si torna a teatro...".

Immagino che l’iniziativa sia stata apprezzata.

"Siamo sempre cresciuti, adesso siamo una settantina. Noi facciamo più o meno una presentazione al mese, qui si alternano direttori d’orchestra, librettisti, critici, musicologi come Alberto Mattioli, Michele Girardi, che purtroppo è scomparso pochi giorni fa, Franco Pulcini, Rinaldo Alessandrini, Piero Mioli, Petazzi e tanti altri. Durante la serata viene ascoltata l’opera e sono visionate le scene più importanti. Da qualche tempo, per incrementare gli incontri organizzo anche serate autogestite: a spiegare le opere siamo io e una grande appassionata di Forlì, Serena Martissa".

Poi c’è la collaborazione con l’istituto musicale ‘Verdi’.

"Ci sono docenti di grande qualità, gli allievi sono molto bravi, da tre anni ho istituito un premio per i migliori. Organizziamo anche concerti di ‘musica da camera’ in case private: come dice la definizione, si tratta di musica scritta appunto per essere ascoltata in ‘camera’".

Carlo Raggi

8 oratori online8 online