
Il nostro fotografo Giampiero Corelli in una zona complicata. "In aprile una mostra"
"Perché ho scelto i giardini Speyer? Mi interessano le zone spartiacque, quelle più critiche e complicate". Giampiero Corelli, fotografo 61enne impegnato su più fronti - uno di questi, come sanno i nostri lettori - è proprio il Carlino Ravenna, ieri pomeriggio ha allestito un set fotografico ai giardini Speyer. "Era la prima volta. Ho in programma altre due o tre uscite simili. La mia intenzione è raccogliere testimonianze, fotografiche e non solo, così da raccontare quest’area. Intendo coinvolgere nel mio progetto anche altre realtà, come Città Attiva". Corelli ha scattato fotografie a residenti, persone di passaggio e stanziali. "Sappiamo tutti che quella degli Speyer è una zona frequentata da tanti giovani, grossomodo tra i 16 e i 20 anni, in larga parte, questa la mia impressione visiva, di nazionalità tunisina, marocchina o comunque provenienti dall’Africa". Chi ha avuto modo di finire davanti all’obiettivo di Corelli è stato incuriosito dalla sua attività. "Ho parlato anche con persone che vivono qui. Tra queste un anziano che mi ha detto di essere stato minacciato da questi gruppi di ragazzi, che in sostanza hanno rivendicato il diritto di stare in zona". Recuperare gli Speyer, teatro di spaccio di sostanze stupefacenti, risse e degrado, è possibile? "La vedo difficile, ma di sicuro se non contamini le zone più complesse della città con attività, anche commerciali, non dai loro nemmeno una possibilità". La base, anche quando le situazioni sono in partenza complicate, "deve essere il dialogo e la conoscenza". Il lavoro di Corelli confluirà in una mostra fotografica. Quando? "Conto di essere pronto entro aprile".