
La Procura di Ravenna, con il pm Angela Scorza, ha aperto un fascicolo contro ignoti per disastro colposo dopo l’esplosione avvenuta nel primo pomeriggio di martedì in una palazzina di via Calatafimi. E proprio l’intera palazzina alle porte del centro della città è stata sequestrata. Ieri, tra l’altro, la polizia giudiziaria ha sentito diverse persone, responsabili a vari livelli di un cantiere in essere nell’edificio al momento dell’esplosione. Sul caso indaga la Squadra Mobile della Questura di Ravenna con la Medicina del lavoro e i vigili del fuoco. Dai primi sopralluoghi di questi ultimi pare che l’esplosione, che ha distrutto due piani della palazzina, possa essersi innescata dal prolungamento esterno di una tubatura del gas.
Adesso si tratta di capire come sia potuto accadere che all’interno di un cantiere in una palazzina di una zona residenziale alle porte del centro di Ravenna sia avvenuta un’esplosione che ha messo in pericolo le vite di diverse persone. In particolare, di due donne, che sono state prontamente soccorse dai vigili del fuoco e dai sanitari del 118: un’anziana disabile, calata su una lettiga con l’autogru all’esterno della palazzina, e la collaboratrice familiare che si prende cura di lei. Entrambe si trovavano nell’appartamento accanto a quello in cui è avvenuta l’esplosione. Sul tetto dell’edificio, poi, erano al lavoro due operai che non hanno riportato conseguenze, considerando la loro distanza dal punto della deflagrazione. Ma proprio nei due piani che sono andati distrutti sarebbero potuti essere presenti altri operai, impegnati a vari livelli nel cantiere di ristrutturazione di parte dell’edificio. Solo l’orario di pausa pranzo probabilmente ha evitato la tragedia.
Mancavano pochi minuti alle 14 di martedì quando in via Calatafimi la tranquillità di un pomeriggio di inizio autunno è stata squarciata all’improvviso da un boato sordo. Subito dopo il fumo e le fiamme divampate in quella palazzina dove è in corso un cantiere, poi l’odore di gas che ha impregnato l’aria. Le persone che vivono nel quartiere hanno pensato a una bomba, poi si sono affacciate alle finestre e sono uscite in strada notando le fiamme. Immediata è scattata la chiamata ai soccorsi che si sono precipitati sul posto con i sanitari del 118 e i vigili del fuoco. Questi ultimi hanno spento le fiamme e con i sanitari hanno letteralmente salvato le due donne presenti nell’appartamento accanto a quello dell’esplosione. In particolare, l’anziana è stata calata su una lettiga grazie all’autogru dei vigili del fuoco fuori dall’edificio, rimasto in piedi ma con danni ingenti. La donna è stata poi accompagnata in ospedale per gli accertamenti del caso.
Nel luogo dell’esplosione martedì pomeriggio sono arrivati anche polizia, carabinieri e il pm Angela Scorza, oltre ai tecnici della Medicina del lavoro. Saranno proprio questi ultimi, insieme a vigili del fuoco e agli agenti della Squadra Mobile, a occuparsi delle indagini sull’accaduto.
Milena Montefiori