NICOLA
Cronaca

Vale e il ’46’ che lo rincorre: "Quel numero, la mia vita". Oggi spegne 46 candeline

Rossi festeggia il compleanno da tranquillo papà: scelse le due cifre che hanno fatto la storia del motociclismo imitando babbo Graziano e Norifumi Abe. La vittoria 46 a Donington .

Il casco col. mitico 46 in piazzale D’Annunzio, lui che saluta i tifosi

Il casco col. mitico 46 in piazzale D’Annunzio, lui che saluta i tifosi

Petricca

Per 25 stagioni lo hanno rincorso in pista gli avversari, ora a rincorrerlo – e raggiungerlo – è stato il tempo: oggi, Valentino Rossi compie 46 anni. Un compleanno che per chiunque sarebbe uno dei tanti, ma non per lui, che a tale numero ha associato l’intera, gloriosa, carriera motoristica, rendendo leggendario il 46 color giallo fluorescente.

Abituati a vedere in lui un eterno giovane, quasi non ci siamo accorti dello scorrere del tempo e del fatto che ora sia diventato grande: da pilota a uomo di famiglia, da campione a padre di Giulietta e Gabriella, entrambe nate a Urbino, come lui. Nonostante l’età, la passione per i motori non è passata, si è solo trasformata. Oggi, mentre da un lato fa da "chioccia" a tanti talenti italiani delle due ruote, che attorno a lui e al suo ranch di Tavullia hanno creato una vera comunità motoristica, dall’altro si diletta sulle quattro ruote, tra rally e gare di endurance. E a proposito: cosa faccia per festeggiare questa ricorrenza particolare, ancora non si sa. Top secret. Si sa solo che mamma, anzi nonna Stefania, stasera, deve fare da baby sitter alle due bimbe.

La scelta del 46 come numero di gara è legata al padre Graziano e a un allora semisconosciuto pilota giapponese, Norifumi Abe, le cui manovre lo folgorarono quando ancora era da giovanissimo. Abbandonato ai tempi dei campionati italiano ed europeo, lo riprese in quello mondiale, decidendo di tenerlo dopo aver scoperto che la prima vittoria del padre Graziano nel Motomondiale, ottenuta nel 1979 (anno di nascita di Valentino, a proposito di cabala) fosse arrivata con il 46 sulla carena.

"Quel numero racchiude la mia carriera, in parte anche la mia vita. Di sicuro simboleggia la mia grande, incredibile avventura", ha scritto nella propria autobiografia. Con il 46, Valentino ha infranto un’infinità di record. Nove sono i Mondiali ottenuti, ma si è sempre rifiutato di mettere sulla carena il numero 1 del vincitore. Un abbinamento benedetto anche dalla sorte, che gli donò la vittoria numero 46 a Donington Park, nel 2002, in occasione del suo 100° Gran premio. L’associazione di idee, per i suoi tifosi, fu ovvia e così, al termine della gara, il 46 divenne per un giorno 46%.

Proprio ad Abe, Rossi deve anche il primo soprannome, Rossifumi, diventato poi Valentinik al salto nella categoria 250 e The Doctor dalla 500. La grande delusione della carriera l’ha maturata non riuscendo a centrare il decimo Mondiale, il decimo sigillo, o il decimo anello, per fare un analogia con gli sport americani, dove, al campione, è assegnato un anello in segno di vittoria.

L’ultima volta che ebbe veramente occasione di arrivare a 10, nel 2015, accadde il fattaccio con Marc Marquez e proprio da Pesaro partì l’onda di solidarietà nei suoi confronti, per provare a spingerlo verso una quasi impossibile impresa – poi rimasta incompiuta – nell’ultima gara, a Valencia: alla Vitrifrigo Arena, Cesare Cremonini si presentò in concerto indossando una maglia gialla con scritto "Io sto con Vale".

Forse, quell’ultimo dito rimasto nudo potrebbe presto riempirsi, stavolta però non in senso sportivo. Con la famiglia creata insieme a Francesca Sofia Novello che pare col passare del tempo sempre più solida, a Rossi è stato chiesto spesso di un eventuale matrimonio e lui non si è buttato via, anzi. Inoltre, la sua compagna proprio in questa settimana ha raccolto al volo il bouquet lanciato dalla sposa durante un matrimonio a Ravenna: che Valentino sia grande abbastanza per un nuovo titolo, stavolta non quello di "Dottor Rossi" o di "campione del mondo", bensì di "Signor Rossi"?