
Le compagnie cittadine rappresentano una galassia ricchissima di attività e talenti, da coltivare. Albino Calcinari, de ’Il Cavalcavia’: "Sarebbe bello che l’amministrazione realizzasse una volta l’anno ’Il mese del dialettale’".
Le chiamano compagnie teatrali amatoriali. Una definizione che può sembrare anche riduttiva non appena si entra nel cuore delle loro molteplici attività, che con dedizione artistica ed incarnando una funzione sociale e di volontariato, portano avanti da anni. Si tratta delle decine di compagnie teatrali e delle migliaia di persone che fanno parte della nostra città, una vera e propria schiera di giovani e meno giovani che si mettono in gioco per tenere alti i valori e la tradizione dell’arte del teatro e del vernacolo pesarese. Perché non si tratta soltanto di realtà che mettono in scena spettacoli di ogni tipo, ma anche di organizzazioni che tengono corsi e laboratori di teatro e vanno nelle scuole per divulgare l’importanza di questa arte. "Portare avanti questa tradizione cittadina – spiega Albino Calcinari, regista della compagnia Il Cavalcavia – è molto importante, così come riuscire a coinvolgere i giovani nel teatro dialettale. Si tratta di un patrimonio incredibile, che deve essere valorizzato. Certo non è sempre facile, perché gli spazi a disposizione delle piccole compagnie non sono molti e per noi piccoli poter affittare per esempio il teatro Sperimentale è un bel costo, che magari non tutti possono sostenere. Bisognerebbe trovare spazi alternativi e sarebbe bello se per un mese l’amministrazione mettesse a disposizione gratuitamente un luogo per le compagnie teatrali, facendolo diventare il mese del dialettale".
Qualche piccolo problema di spazio anche per la compagnia Teatro Batuffolo: "La nostra attività si svolge nelle sale del Teatro Accademia - spiega Massimo Buonanno -. Sarebbe bello avere altri spazi polivalenti per le tantissime compagnie che ci sono in città. Questo perchè ci sono tanti progetti ed alcune volte non è facile incastrarci con le disponibilità". Chi dal 2017 ha invece una sede, che mette a disposizione anche per altre realtà teatrali e culturali è la compagnia La Piccola Ribalta: "Proprio quest’anno la nostra compagnia compie 75 anni – spiega il presidente Bisser Genga –. Oggi siamo circa 160 persone, dagli 8 ai 94 anni. E ci sono anche tanti giovani, organizziamo laboratori per bambini, adolescenti ed adulti e sono una importante occasione di crescita e di inclusione. Il teatro nella nostra città è molto sentito, possiamo dire che in ogni quartiere c’è un gruppo. La nostra sede, che è comunale ma da noi gestita, è un luogo polivalente a disposizione di tutta la città. Disponiamo inoltre di una biblioteca teatrale, unica nel territorio marchigiano".
In città anche il Teatro Accademia: "Siamo nati nel 1981 – dice la presidente Brunella Quieti – e dal 2000 la nostra sede, che abbiamo ristrutturato con i nostri fondi, si trova in via Terni. Oggi contiamo circa un centinaio di soci e dal primo giorno la nostra associazione ha seminato una grande passione per il teatro, che attraverso un rapporto diretto con il pubblico è in grado di offrire emozioni oltre lo schermo di un telefono o di una serie su Netflix. E’ questo che insegniamo anche ai ragazzi con i nostri corsi. E se c’è un grande interesse in questa città – conclude la presidente Quieti – lo si deve anche alle più piccole compagnie".