
Fossombrone (Pesaro Urbino) – Sono quasi le diciassette tra i calanchi di San Gervasio, il sole sta per tramontare e un manipolo di uomini scava con i denti e con le unghie nella terra arida delle campagne di Fossombrone. Scava per allargare un cunicolo senza provocare frane, perché sotto, a due metri di profondità, è caduta da due giorni "Cora" una splendida cagnolina di razza segugio che risponde con un abbaio sempre più presente ai richiami del suo padrone Francesco Candieracci, titolare di una ditta di autospurgo, e cacciatore di cinghiali che stava battendo la zona assieme alla squadra 71, nella giornata di sabato.

"Improvvisamente – racconta Candieracci – ho visto Cora infilarsi in quel buco, probabilmente stava inseguendo una volpe, senza più riuscire a risalire in superficie. E’ stato angosciante, in quel buco è come se ci fossi caduto io, non ho dormito la notte per pensare a lei, anche perché la seguivo attraverso il segnale gps che le avevo applicato".
Segnali che a un certo punto diventano flebili. "E’ stato il momento più drammatico, quello in cui ho temuto di perdere la mia Cora e dico mia perché per me è come una figlia e di cani ne ho ben dieci. Mi sono sentito impotente, e ho chiamato i soccorsi che sono stati eccezionali".
Le squadre dei vigili del fuoco hanno lavorato due giorni per togliere Cora da quella trappola: "Devo dire che i vigili del fuoco hanno fatto un lavoro straordinario e anche di grande accortezza e determinazione. A un certo punto pareva che recuperare il cane fosse davvero difficile. Le ore passavano e là sotto la situazione era parecchio complicata. Poi, grazie alla sonda dei pompieri, abbiamo capito perché: Cora era caduta in una tana profonda due metri e che si sviluppava in un reticolo di tunnel lungo venticinque metri. Una specie di labirinto dove anche il cane faceva fatica a capirci. Oltretutto – prosegue il racconto del proprietario – Cora era coperta da una protezione, una sorta di cappottino contro gli eventuali attacchi dei cinghiali, con cui noi cacciatori vestiamo il nostro cane, ma che di fatto le ha probabilmente impedito di risalire da sola in superficie".
Ma Cora non si è persa d’animo, assieme al suo padrone e ai vigili del fuoco. La svolta ieri pomeriggio, poco prima dell’imbrunire: "Dopo esserci aiutati con un escavatore, stando bene attenti a non provocare smottamenti, i pompieri hanno continuato a scavare con le mani fino a quando la voce di Cora è apparsa sempre più vicina e il cane è stato finalmente estratto. Allora l’ho sollevata abbiamo festeggiato insieme davanti a tutti". Provata ma felice, Cora ha riabbracciato il suo padrone tra la commozione generale.