ROBERTO DAMIANI
Cronaca

Riceci, la protesta autorizzata. I residenti arrivano in Provincia. Striscioni e urla: "Vergognatevi"

Il presidente ha accolto in ufficio una piccola delegazione di associazioni. Ha cercato di spiegare perché l’ente ha prorogato l’iter di altri sei mesi. Poi ha detto: "Io non voglio la discarica, come voi" .

Riceci, la protesta autorizzata. I residenti arrivano in Provincia. Striscioni e urla: "Vergognatevi"

A parole nessuno la vuole (eccetto metà Marche Multiservizi), ma nei fatti rispunta sempre. E’ la fatidica e inesistente discarica per 5 milioni di metri cubi di rifiuti industriali di Riceci, nel comune di Petriano. Ieri mattina, un gruppo di residenti ha manifestato nel cortile della Provincia in via Gramsci con i cartelli "discarica, no grazie", "non vogliamo diventare la pattumiera d’Italia", "Riceci non si tocca". Quasi cento persone si sono ritrovate sotto le finestre del presidente Giuseppe Paolini per sua gentile concessione in quanto "io la penso come loro – ha detto Paolini – sono contro la costruzione della discarica. E lo sono ora, lo sarò in futuro e lo sono stato in passato". Il che non è vero. Il rappresentante della Provincia nel cda del 22 dicembre 2022 di Marche Multiservizi votò la discarica senza fiatare, anzi si attivò per farla, e non c’è traccia di una protesta o dissociazione del presidente Paolini. Come non ne ebbe nell’aprile 2023 per chiedere un aumento dei compensi del 69 per cento al cda di Marche Multiservizi per "l’ottimo lavoro svolto". Quindi, piano con le verginità da ricostruire. L’operazione non sempre riesce. Ma se oggi Paolini alla guida della Provincia la pensa così, questo non significa che la sua struttura lo segua. Anzi, il dirigente e responsabile del procedimento Andrea Pacchiarotti ha appena firmato una proroga di 6 mesi in favore di Aurora srl, la società che intende realizzare la discarica. La ditta ha già optato l’acquisto dei terreni versando caparre per centinaia di migliaia di euro. Il dirigente ha autorizzato, malgrado il termine per integrare il progetto sia scaduto a metà gennaio, altri sei mesi per fare le cose con calma. "Ma è stato costretto – ha detto Paolini – perché la Regione attraverso la direttrice del Genio civile ha invitato Aurora ad inizio gennaio a presentare altri dati per avere una migliore caratterizzazione del terreno interessato. Noi ci siamo adeguati dando più tempo, mai io sono contrario alla discarica e farò di tutto per dare un no tombale".

Prima di queste dichiarazioni, Paolini aveva aperto la porta del suo ufficio ad una delegazione di associazioni a partire da Diversamente di Andrea Torcoletti, per spiegare loro il motivo di quella proroga ("Il mio dirigente si è trovato costretto a darlo dopo la lettera del Genio civile"), un incontro durato due ore mentre la gente era sotto in attesa di risposte seppur ogni tanto qualcuno urlava ’vergognatevi’. Chi si trovava per solidarietà sotto la Provincia era la segretaria del Pd Rosetta Fulvi: "Il partito è contrario alla discarica di Riceci, al metodo che è stato scelto e alle forme imposte da Marche multiservizi. Ed è contro l’atteggiamento della Regione". La consigliera regionale del Pd Micaela Vitri dice: "La protesta andava fatta sotto le finestre del Genio civile, l’ente che ha inviato tre pagine alla Provincia per far concedere la proroga ad Aurora srl. Ma come chiedo coerenza alla Regione, deve essere coerente anche la Provincia che doveva dire no alla proroga".