GIOVANNI VOLPONI
GIOVANNI VOLPONI
Cronaca

Ricci: "Se si andasse a votare siamo pronti"

Dall’opposizione un coro di reazioni prudenti. L’europarlamente pesarese del Pd: "Gli urbinati crederanno sempre meno a questa giunta"

Lo scontro tra Gambini e i consiglieri del nuovo gruppo Urbino RinasciMenti visto dal nostro vignettista John Betti

Lo scontro tra Gambini e i consiglieri del nuovo gruppo Urbino RinasciMenti visto dal nostro vignettista John Betti

Che il terzo governo Gambini si sabotasse da solo non se lo aspettava nessuno, ma per l’opposizione è stato un regalo gradito, anche se rispetto all’euforia della sera stessa, la giornata di ieri ha portato a riflessioni più ponderate e attendiste: in venti giorni tutto può succedere. L’eurodem Matteo Ricci, che ha ricevuto la notizia mentre era in diretta social per una cena a Fermignano, è guardingo: "Spero non lo faccia solo per convincere parte della sua maggioranza a ritirare le richieste di posti e poltrone. Indipendentemente da come andrà, anche se dovesse ripensarci, da oggi gli urbinati crederanno sempre meno a questa giunta e se si andasse di nuovo a votare noi siamo pronti a vincere le elezioni".

Punta sull’inadeguatezza Marta Ruggeri, consigliere regionale dei Cinquestelle: "Mi auguro che non siano solo una farsa quella specie di psicodramma andato in scena a Urbino. Quanto accaduto dimostra inequivocabilmente come la destra nella nostra regione pur di vincere è sempre pronta alle alleanze elettorali più forzate e innaturali, ma poi alla prova dei fatti non riesce a governare e a dare le risposte che i cittadini attendono". Cauto arriva anche un commento dall’opposizione urbinate: "Quanto accaduto – dice Federico Scaramucci a nome dei gruppi consiliari di minoranza – non è altro che il risultato di una lunga lotta di potere, una crisi che ha visto anteporre interessi personali alla gestione efficace della città. In questi mesi abbiamo contribuito a far emergere le contraddizioni nella maggioranza e le parole dello stesso sindaco confermano che l’amministrazione ha fallito nel garantire una guida solida e responsabile. Noi gruppi di minoranza siamo pronti ad affrontare con serietà e responsabilità ogni scenario che si aprirà nelle prossime settimane. La nostra priorità resta il futuro di Urbino e dei suoi cittadini, e opereremo con coerenza e impegno per assicurare una gestione politica all’altezza delle sfide che la città deve affrontare. Auspichiamo che ora ci sia un dibattito trasparente, serio e costruttivo". Punta al voto il costituzionalista Antonio Cantaro: "Si torni quanto prima alle urne per unire, su basi limpide e trasparenti, gli urbinati sulla base di un programma fondamentale di rinascita. Pochi punti essenziali. Ricomporre la frattura tra le frazioni e il centro storico, ricucire un rapporto virtuoso tra Università e Comune, correggere in profondità l’asfittico modello di sviluppo turistico. È il momento di riparare, è il momento di ripartire".

g. v.