L’ultimo ’Rapporto sul servizio idrico’ integrato di Cittadinanzattiva vede Pesaro come la città con le bollette dell’acqua più care di tutta la regione, ma Marche Multiservizi ci tiene a fare alcune precisazioni.
"Il confronto con altri territori non è adeguato visti diversi sistemi di approvvigionamento idrico – spiega l’azienda in una nota -. Il territorio servito da Mms si caratterizza per una forte dipendenza da acque superficiali. Oltre l’80% dell’approvvigionamento è garantito da sorgenti e pozzi di subalveo, che risentono fortemente del cambiamento climatico. I gestori che prendono l’acqua da sorgente (come Ancona) non devono affrontare i costi di potabilizzazione che, tra l’altro, a causa dei rincari energetici sono ulteriormente aumentati negli ultimi due anni".
Per quanto riguarda le perdite della rete idrica aggiunge: "Nel rapporto si parla di perdite percentuali, ovvero del rapporto percentuale fra le perdite totali e i volumi prelevati dall’ambiente, ma l’indicatore con più valenza sono le perdite idriche lineari, cioè le perdite rispetto ai km di rete gestiti (valore che prende in considerazione anche Arera). Un dato che premia la gestione di Mms le cui perdite lineari nel 2023 si sono attestate a 5,96 metri cubi al chilometro al giorno, al di sotto della media nazionale e del centro Italia. Da ricordare che Mms gestisce un sistema infrastrutturale ampio ed articolato di quasi 5mila km di rete acquedottistica (56 abitanti/km contro una media nazionale di 118). Continui sono gli investimenti per ammodernare la rete e ridurre le rotture tanto che gli investimenti effettuati dal 2008 ad oggi sono di 216 milioni di euro".