
Enzo Belloni, presidente del consiglio comunale
"La relazione su Affidopoli? Abbiamo cercato una soluzione per portarla in consiglio e discuterla. Figurati a cosa serve nasconderla. Sarebbe un suicidio, ma questo lo sanno tutti". Enzo Belloni, presidente del consiglio comunale, annuncia di aver trovato la quadra dopo le polemiche che hanno segnato i giorni scorsi a proposito della possibilità o meno di discutere in consiglio comunale del lavoro svolto dalla commissione controllo atti sulla questione degli affidamenti diretti. Di Affidopoli, quindi, si parlerà durante il consiglio comunale del prossimo 15 aprile. Da una parte c’era la soluzione "porte aperte" presentata dalla minoranza che una settimana aveva protocollato la richiesta "di portare in aula il dibattito sulla questione ‘affidi 2020-2024’ al termine dell’approfondimento svolto in commissione controllo atti. Riteniamo indispensabile che questa discussione si tenga pubblicamente in consiglio comunale".
Dall’altra la soluzione "porte chiuse" inizialmente proposta da Belloni. "Si può fare una commissione congiunta con tutte le commissioni e io mi sono preso l’impegno di convocarla. Un consiglio comunale, invece, non è previsto dal regolamento". La "terza via" è arrivata a seguito dell’ufficio di presidenza di venerdì scorso a cui hanno partecipato "per la minoranza Serena Boresta, Dario Andreolli e Antonio Bartolomei e per la maggioranza Agostino Vastante – racconta Belloni -. La volontà di tutti è quella di relazionare sul lavoro della Commissione, ma non con la relazione che era stata abbozzata la volta scorsa, che era impresentabile dal punto di vista tecnico".
Enzo Belloni, qual è la "terza via" che permetterà di parlare a porte aperte di Affidopoli? "La mia proposta condivisa con il segretario generale e con l’ufficio di presidenza è che la Commissione si riunirà, scriverà una nuova relazione che verrà presentata come ordine del giorno e illustrata in consiglio comunale e verrà dibattuta, con dei tempi di intervento già fissati per evitare la bagarre. Io ho proposto, poi vediamo, 30 minuti alla maggioranza e 30 minuti all’opposizione. A questo seguirà la possibilità, se il sindaco lo vorrà, di fare un’analisi finale. Se verranno presentate delle mozioni, queste potranno essere condivise o meno ed eventualmente accorpate alla discussione della relazione e poi la votazione si farà sulle mozioni".
Una settimana fa menzionava il rischio di rendere pubblici ‘dati sensibili’, diceva ‘io vorrei vedere chi è che ha il coraggio, in pubblico, di fare nomi e cognomi’. Come si concilia questo rischio con la discussione consiliare? "Deve essere rispettato il lavoro di chi sta conducendo le indagini, la loro riservatezza, la privacy rispetto ai nomi e ai cognomi, anche se sono usciti tutti cento volte, però formalmente bisognava trovare una strada che fosse percorribile, senza per questo mettere il bavaglio a nessuno. Questa è la linea, quella di voler dare la voce alla Commissione. Poi la relazione potrà essere consegnata ai consiglieri e ognuno si prenderà la responsabilità di quello che ha tra le mani".