
Una scena della commedia Perfetti sconosciuti
Ci sono segreti inconfessabili, parole che vorremmo dire ma non possiamo, sentimenti che non riusciamo a esprimere... eppure magari li teniamo tutti scritti nel nostro smartphone che è divenuto come il custode del nostro ‘privato’.
Già quasi dieci anni fa, nel 2016, Paolo Genovese ce lo ha raccontato in "Perfetti sconosciuti", un film di enorme successo, campione di premi (fra cui due David di Donatello e due Nastri d’argento) e di incassi: ora quella stessa commedia – sempre con la firma di Genovese – è divenuta anche uno spettacolo teatrale che da oggi sarà di scena sui palcoscenici della nostra provincia, stasera e domani al teatro Carani di Sassuolo, poi sabato sera e domenica pomeriggio al Comunale di Carpi. Un cast d’eccezione, con Dino Abbrescia, Alice Bertini, Marco Bonini, Paolo Briguglia, Paolo Calabresi, Massimo De Lorenzo, Lorenza Indovina e Valeria Solarino, dà vita alla celebre pièce sull’amicizia, l’amore e il tradimento. Quattro coppie di amici si troveranno a confrontarsi e a scoprire di essere, appunto, dei perfetti sconosciuti.
Se è vero che ognuno di noi ha tre vite, una pubblica, una privata e una segreta, un tempo quella segreta era ben protetta nell’archivio della nostra memoria: oggi, invece, si trova nelle sim dei nostri telefoni cellulari. Cosa succederebbe, allora, se quella schedina si mettesse a parlare? Durante una cena, il gruppo di amici decide di fare una sorta di gioco della verità: tutti sono obbligati a mettere i cellulari sul tavolo, condividendo messaggi e telefonate. I quattro amici scopriranno così i propri segreti più profondi e insospettabili, con le relative conseguenze.
"Il cellulare, più che la scatola nera, è il nostro tallone d’Achille. Dentro c’è la vita con le sue fragilità – ha detto il regista Paolo Genovese in un’intervista -. Quello che non viene rivelato, spesso viene ricondotto alla sfera sentimentale o sessuale, ma in realtà c’è anche altro. Ci sono anche tanti elementi positivi che conserviamo in un angolo del cuore, protetti dal vento, magari per pudore".