WALTER BELLISI
Cronaca

I rivoluzionari della psichiatria. In un libro l’esperienza di Gaiato

Pavullo: ’Siamo matti’, freschissimo di stampa, racconta una realtà che ha funzionato dal ’72 al ’77

Pavullo: ’Siamo matti’, freschissimo di stampa, racconta una realtà che ha funzionato dal ’72 al ’77

Pavullo: ’Siamo matti’, freschissimo di stampa, racconta una realtà che ha funzionato dal ’72 al ’77

Pochi sanno che a Gaiato di Pavullo è esistita un’esperienza di psichiatria anti istituzionale. Una realtà che ha funzionato dal 1972 al 1977 raccontata ora nel libro ‘Siamo matti?’, freschissimo di stampa, documentata con scatti del fotografo pavullese Rolando Montanini, con testi di Leo Lo Russo e Luigi Tagliabue e disegni del pittore Gino Covili. Questo libro, che avrebbe dovuto uscire lo scorso anno in occasione del centenario della nascita di Franco Basaglia, è nato a seguito del recupero di vecchi negativi di fotografie che Rolando Montanini aveva scattato da giovane per documentare questo coraggioso e innovativo esperimento realizzato a Pavullo. "Vi lavorarono giovani ed entusiasti psichiatri a Gaiato – racconta Montanini - che erano stati studenti di Basaglia e che seguivano le sue teorie di un approccio rivoluzionario alla cura della malattia mentale. Riguardare quelle immagini dimenticate mi fece intuire che forse era possibile raccontare quella storia, ma che era indispensabile accompagnare le foto con le parole di coloro che avevano portato avanti quel progetto. Così, grazie ai testi di Leo Lo Russo e Luigi Tagliabue, due psichiatri tra i protagonisti di quell’esperienza, ha preso forma il libro", che esce con il patrocinio della Provincia di Modena, del Comune di Pavullo, il contributo di Provincia e Lions di Pavullo. É corredato da 57 foto oltre a diverse immagini scattate dagli operatori durante le gite che venivano organizzate e dopo la chiusura del centro con la sistemazione dei pazienti nelle comunità alloggio. Vi sono anche undici disegni dalla serie Gli Esclusi di Gino Covili. L’esperienza condotta a Gaiato di Pavullo inizia dalle pratiche psichiatriche nuove, caratterizzate dal rifiuto della segregazione dei malati e dell’autoritarismo dei curanti, che sfociarono nell’approvazione, nel 1978, della legge 180 che stabiliva la chiusura dei manicomi e l’implementazione dell’assistenza psichiatrica territoriale. La Provincia di Modena, con la consulenza di Franco Basaglia, elaborò un piano di intervento volto al superamento di quella parte del manicomio di Reggio Emilia (a Modena non c’era manicomio) che aveva accolto i propri pazienti. Così prese vita a Pavullo la nuova esperienza di assistenza psichiatrica, fortemente innovativa, aperta, condotta a comunità terapeutica, che si concluse cinque anni dopo con la riabilitazione e la dimissione di tutti i pazienti.

w. b.