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Giornata del Fiocchetto Lilla "L’arte spezza il ’legame’ con anoressia e bulimia"

Nel 2022 registrati 216 nuovi accessi, per un totale di 417 pazienti seguite. Covezzi (Ausl): "Negli ultimi quattro anni i numeri sono più che raddoppiati".

Giornata del Fiocchetto Lilla "L’arte spezza il ’legame’ con anoressia e bulimia"

"Prima della malattia non ricordo nulla, so solo che mi guardavo da fuori esistere in funzione della felicità altrui. Poi, anno dopo anno, mi si è stretta addosso in un abbraccio letale. Se vi state chiedendo se si possa spezzare questo legame, vi dico sì. Che cos’è la guarigione? Pensare: ’Io voglio vivere lo stesso, io voglio vivere per me’".

Paura, angoscia, senso di colpa, ma anche consapevolezza e forza d’animo: c’è un universo di emozioni nelle parole di Alice (nome di fantasia), 23 anni, ex paziente di uno dei tre Centri per i disturbi del comportamento alimentare dell’Ausl presenti in provincia, uniti in unico programma diretto da Roberta Covezzi. Parole che vogliono essere un messaggio di speranza in vista della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, che per il dodicesimo anno dal 2012 si celebra il 15 marzo: guarire si può. Per ’spezzare il legame’ che comprime chi soffre di disturbi come anoressia e bulimia, arriva in soccorso anche l’arte, che, sotto tante delle sue molteplici forme, è protagonista delle attività riabilitative. Come ad esempio la cucina e la fotografia, al centro del progetto di psicoeducazione alimentare presso il ristorante stellato L’Erba del Re dello chef Luca Marchini che presto diventerà una mostra. "La possibilità di utilizzare varie forme di espressione creativa e artistica – sottolinea Covezzi – nasce dalla convinzione che la padronanza di vari mezzi espressivi può costituire una nuova opportunità comunicativa, che favorisce la possibilità di regolare adeguatamente le emozioni, facilitandone la rielaborazione mentale e la loro riproduzione".

Il programma utilizza un approccio multidisciplinare e la fascia di età presa in carico va da 12 a 35 anni, con una prevalenza nell’età adolescenziale e quella, netta, di pazienti di sesso femminile. Ogni percorso dura in media circa due anni.

Nel 2022 i nuovi accessi al Centro sono stati complessivamente 216, contro i 280 del 2021. In totale, tra nuovi accessi e pazienti già in cura, sono state seguite 417 persone: un numero più che raddoppiato rispetto a quattro anni fa (190 nel 2018) e con un trend sempre in aumento.

"A causa della pandemia – spiega la responsabile – molte persone che già soffrivano di disturbi del comportamento alimentare hanno visto aggravare i sintomi. Nel 2022 i nuovi accessi sono risultati in riduzione rispetto al 2021 ma il numero di utenti trattati è risultato in aumento in quanto nel 2020 e nel 2021 le utenti accolte nel programma presentavano livelli di gravità importanti e maggiori rispetto a quelle del 2019, necessitando quindi di percorsi di cura più lunghi".