
Un momento dell’assemblea sull’agrivoltaico che si è tenuta a Fossoli
Residenti, cittadini, consiglieri comunali, esponenti dell’opposizione e membri del ‘Comitato per la giustizia climatica e sociale’: oltre cento persone hanno partecipato all’assemblea convocata dal Comune a Fossoli, per illustrare il progetto di insediamento dell’impianto agrivoltaico del ‘Cascinetto’ e, più in generale, la prospettiva di una concentrazione di altri analoghi interventi nelle campagne a nord di Fossoli e a Rovereto.
"L’assemblea è stata convocata a cose fatte: i cittadini sono stati informati, ma non coinvolti nel processo decisionale – afferma Federica Carletti, presidente di Fratelli d’Italia Carpi e consigliere comunale -. Questo metodo di lavoro, che esclude la partecipazione attiva della comunità, non è accettabile. Un tema così rilevante avrebbe meritato un confronto più ampio e trasparente sin dall’inizio: prima che l’Amministrazione a guida Pd esprimesse parere favorevole alla realizzazione dell’intervento senza richiedere la procedura della Valutazione di Impatto Ambientale".
A sottolineare le criticità di questa scelta interviene anche Federica Boccaletti, consigliere comunale di Fd’I: "L’assemblea sarebbe dovuta essere convocata molto prima, anche quando Righi ricopriva il ruolo di assessore nella giunta guidata da Alberto Bellelli. Coinvolgere la cittadinanza in una fase più precoce avrebbe permesso un dibattito costruttivo e una maggiore condivisione delle scelte. Così facendo, invece, si è perso un importante momento di confronto democratico quando è dovere dell’Amministrazione locale favorire confronti con i cittadini".
La consigliera di ‘Carpi Civica’, Monica Medici, durante la serata ha affermato che "il motivo per cui tutti gli impianti sono concentrati a nord di Fossoli è l’esistenza della centrale Terna, società che gestisce le reti elettriche di tutta Italia. Terna a livello nazionale ha ricevuto oltre 6.000 istanze di connessione di nuovi impianti tra fotovoltaico e eolico, per un totale di 348 GW, pari a 5 volte quanto programmato per la transizione energetica: tantissime società si sono lanciate nel business. Ma perché, pur non essendo richiesto dalla norma, il Comune non attua accertamenti sulla proprietà di questa società, perché non svolge un’accurata analisi sul pericolo di infiltrazioni mafiose o di riciclaggio di denaro? Sono stata accusata dal sindaco di offendere la sua persona e i tecnici comunali, peccato che anche lui poche settimane fa abbia dichiarato che non si sa chi vi è dietro a queste società create ad hoc per andare a prendere i contributi pubblici a fondo perduto. Il Comune ha possibilità di indagare e lo deve fare".
Maria Silvia Cabri