
Il maceratese ripercorre l’esperienza e i confronti con presidenti, ufficiali, ambasciatori e non solo. Per 34 anni ha vissuto nei posti più difficili del Pianeta.
Per 34 anni, dal 1987 Andrea Angeli (nella foto) ha vissuto nei posti più caldi e difficili della Terra, dal Cile all’Iraq, dal Kosovo alla Cambogia. Si è confrontato, a volte Ha dialogato e fatto amicizia con presidenti, ufficiali, ambasciatori, soldati, cuochi, autisti, medici, ma anche con tantissimi religiosi, frati francescani, popi ortodossi, iman, rabbini. Proprio con loro, si è trovato a cooperare per risolvere crisi e conflitti, per tentare di portare la pace dove la più piccola scintilla poteva scatenare esplosioni drammatiche. Ragionando su questi ricordi, è nato il quinto libro del peacekeeper maceratese, intitolato appunto "Fede, ultima speranza. Storie di religiosi in aree di conflitto", pubblicato come i precedenti con Rubbettino e in uscita oggi, con una introduzione del cardinale Camillo Ruini.
"Fin da bambino – racconta Angeli – sono andato d’accordo con preti e suore, nessuna imposizione familiare, semplice simpatia reciproca unita a assidua frequentazione dei campi di calcio salesiani. Una formazione su cui ha influito anche il luogo dove sono cresciuto. In età matura, per via della carriera intrapresa, sono passato dalle frequentazioni con preti di oratorio ai religiosi in prima linea. Negli scenari più estremi hanno spesso fatto la differenza, rappresentando l’ultima speranza, appunto, per tante popolazioni in difficoltà". Proprio seguendo il fil rouge di questi personaggi, Angeli ci porta nei teatri dei peggiori conflitti del mondo, ricordando padre Mariano a Nassiria o l’abate di Decani in Kosovo, e testimoniando il ruolo di tanti religiosi a difesa delle popolazioni in un vero corpo a corpo contro la violenza. "Intrepidi missionari, suore-rambo, cappellani militari, vescovi trascinatori, monsignori fuori dal coro, austeri diplomatici vaticani ma anche archimandriti sotto assedio e rabbini erranti – si legge nella prefazione –, tutti decritti da chi li ha conosciuti nei momenti più drammatici della loro opera pastorale".