
I tigli capitozzati di via Cimatti
All’agronomo Livio Palotti dello Studio Palotti di Rocca San Casciano non è piaciuto essere accostato alle polemiche sorte tra Europa Verde di Forlì-Cesena e il Comune di Galeata sulla gestione dei tigli di via Cimatti. Nei giorni scorsi era stato proprio il sindaco del comune bidentino Francesca Pondini a citare in una nota lo Studio Palotti: "la valutazione preventiva è stata effettuata su incarico della Provincia di Forlì-Cesena da professionisti qualificati dello Studio Palotti di Rocca San Casciano, per verificare le condizioni fitosanitarie e di stabilità degli alberi". Una citazione che non rispecchia la realtà secondo l’agronomo Palotti, il quale precisa il ruolo svolto dal suo studio. "Sono stato incaricato con accordo quadro, in un raggruppamento temporaneo di imprese con altri studi del settore, dalla Provincia di Forlì-Cesena di effettuare su tutte le alberature di competenza provinciale una valutazione di stabilità secondo il metodo Vta (un metodo di valutazione delle piante in uso a livello internazionale dalla Società internazionale di arboricoltura) per un totale di circa 4000 esemplari valutati singolarmente dal 2022. L’ incarico comprendeva – aggiunge – tutte le strade provinciali, ivi compresa la Sp4 del Bidente che attraversa Galeata. L’incarico consisteva nel rilievo di ogni pianta dei seguenti parametri: georeferenziazione, misure dendrometriche, fotorilievo, determinazione caratteri agronomici ed eventuali anomalie strutturali. Non è stata redatta alcuna perizia agronomica propedeutica ad interventi di potatura ma solo ed esclusivamente una valutazione della stabilità secondo quanto previsto dalla metodologia utilizzata (Visual Tree Assessment) finalizzata alla determinazione del grado di sicurezza dei contesti in relazione alle piante. Valutazioni concluse nel luglio 2024 e dove non emergeva la necessità di interventi gestionali urgenti: solo su 4 esemplari di tiglio consigliavamo un intervento di rimozione rampicanti sul tiglio numero 98, potatura di rimonda delle sole ramificazioni secche sui tre tigli (numeri 113-114-119). Altre prescrizioni non ne abbiamo fornite e nemmeno sono stato incaricato di eseguire la direzione dei lavori successivamente eseguiti o di soprintendere ai lavori di manutenzione dei quali non ero al corrente". Fin qui l’agronomo Palotti. Al di là della sua opinione, risulta chiaro però che l’intervento dei tigli di via Cimatti si è concretizzato come capitozzatura e non potatura. Capitozzatura che, secondo le più aggiornate linee di gestione dell’arboricoltura urbana codificate a livello internazionale: non funziona, è costosa, è brutta, pericolosa e dannosa.
Oscar Bandini