MICHELE SANTOLINI
Cronaca

Caproni da riscoprire. Decine di visitatori in fila tra storia e avanguardia. Galleria vuota: idea droni

Successo per la visita guidata al progetto Ciclope che indaga le turbolenze. Uno dei due tunnel è ancora inutilizzato, ma è al vaglio un nuovo studio.

Successo per la visita guidata al progetto Ciclope che indaga le turbolenze. Uno dei due tunnel è ancora inutilizzato, ma è al vaglio un nuovo studio.

Successo per la visita guidata al progetto Ciclope che indaga le turbolenze. Uno dei due tunnel è ancora inutilizzato, ma è al vaglio un nuovo studio.

Lungo la strada che collega Predappio alla frazione di Predappio Alta esiste un luogo unico nel suo genere, in cui echi del passato e sguardo verso il futuro si fondono. Un’infrastruttura di ricerca all’avanguardia, lontana dalle metropoli e posta al di fuori del centro abitato, tra le colline romagnole, sorta negli spazi che un tempo ospitarono lo stabilimento Caproni. All’interno di quest’area, in occasione delle Giornate del Fai, si sono svolte ieri visite guidate in collaborazione con l’Università di Bologna. L’iniziativa ha raccolto un grande seguito, tanto da radunare una quarantina di persone già nel primo turno, alle 9.30, e riempire i lati della strada di auto per diverse decine di metri.

È una storia, quella dello stabilimento Caproni, composta da numerosi capitoli. In principio era un centro di produzione dello zolfo, che fu coinvolto nell’espansione di Predappio voluta dal regime fascista. Mussolini era determinato a sviluppare l’occupazione nella sua terra natale, anche per motivi di turismo politico, e negli anni ‘30 decise di convertire l’area in una grande fabbrica aeronautica, sulla cui facciata ancora oggi campeggia la lettera ‘M’, iniziale del suo cognome. La direzione del progetto fu affidata a Giovanni Battista Caproni, uno dei nomi più illustri dell’aviazione italiana, conosciuto e ammirato in tutto il mondo.

Per proteggere la produzione degli aerei durante la guerra, il regime fece poi scavare due grandi gallerie nella collina di fronte alla fabbrica. Nel 1943, tuttavia, la produzione entrò in crisi a causa della guerra civile, per poi cessare definitivamente al termine del conflitto. Lo stabilimento venne inizialmente riconvertito in fungaia, ma con il passare dei decenni andò incontro al declino. Oggi la fabbrica versa in condizioni di forte degrado e non è possibile visitarla. L’area delle gallerie è però andata incontro a una sorte diametralmente opposta.

All’inizio degli anni 2000, l’Università di Bologna vi ha infatti individuato il luogo perfetto per creare un laboratorio di ricerca aeronautica. Il progetto ‘Ciclope’, coordinato dal professor Alessandro Talamelli, in circa un decennio ha trasformato uno dei due tunnel in una ‘galleria del vento’. Si tratta di uno strumento nato per studiare il comportamento di un corpo, per esempio un aereo, quando viene a contatto con un fluido gassoso o liquido. Per fare ciò si crea un flusso d’aria controllato in termini di velocità e temperatura e vi si immerge un modellino. Durante la visita è stata esplorata ogni sezione di questa gigantesca galleria, lunga ben 120 metri, permettendo ai visitatori di osservare alcuni degli esperimenti. Ne sono stati effettuati diversi relativi alle turbolenze, con l’utilizzo di laser e particelle traccianti. Le dimostrazioni e le spiegazioni dei dottorandi dell’università di Bologna sono state accompagnate dalle frequenti domande dei presenti, interessati ad approfondire ogni aspetto delle attività svolte nel laboratorio. Sono stati illustrati anche i progetti per l’altra galleria, che attualmente è inutilizzata, ma potrebbe servire in futuro per lo studio dei droni. "La nostra struttura è unica al mondo, per posizione e tecnologia utilizzata, ed è stata resa possibile da una fortissima sinergia tra i docenti dell’Università di Bologna, gli amministratori dell’Emilia Romagna e il Comune di Predappio – ha spiegato il professor Talamelli, tra le guide che si sono alternate durante la visita –. Qui studiosi e gruppi di lavoro, da tutta Italia e non solo, trovano il luogo ideale per sperimentare le proprie idee e strumentazioni".