ALESSANDRO CAPORALETTI
Editoriale
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Regionali, Ricci prende la rincorsa

Aggiungi un posto a tavola, (ri)ecco Matteo Ricci. Ebbene sì, in principio fu "Un sindaco in famiglia" e il tour a cena nelle case dei pesaresi. Poi venne "Pane e politica" (il libro), ed era soltanto l’antipasto della candidatura alle europee.

Ora c’è "Un marchigiano alla porta... per ascoltare le famiglie!", alla faccia del facile proverbio sui conterranei fedeli (in tutti i sensi) che papa Sisto V – marchigiano di Grottammare – volle per esattori delle tasse. Ecco, sarà pur vero che due indizi non fanno una prova, ma in politica (spesso) non vale. E anzi, il fatto che il lancio della campagna nelle Marche arrivi a neanche cinque giorni dall’assemblea regionale nella quale il Pd in coro gli ha chiesto di candidarsi a governatore, per l’europarlamentare dem suona tanto come il prologo della discesa in campo. Il sottotitolo di interpretazione giornalistica è: siamo al primo passo (non ufficiale) della sfida ad Acquaroli e al centrodestra nella regione che cinque anni fa è stata l’avanguardia politica del governo a trazione Fratelli d’Italia. Ma lui – mister preferenze alle europee, candidato in pectore del centrosinistra – resiste indefesso al pressing.

Calma e gesso. "Ribadisco: è un’iniziativa che prescinde dalle elezioni regionali, ma che anzi faccio da parlamentare europeo riproponendo il modello di ascolto che ho sperimentato prima da sindaco e poi in giro per tutta l’Italia. Certo, è evidente che si tratta di un focus dedicato alla nostra regione, ma per le candidature c’è tempo – ripete Ricci da Bruxelles –. Ho ascoltato con interesse e gratitudine il dibattito aperto dal Pd, ma avremo modo di parlarne al momento giusto, soprattutto decidendo insieme a tutto il centrosinistra, anche perché ancora non sappiamo nemmeno quando si voterà ufficialmente".

Già, ma intanto chi ha confidenza con le astuzie della politica suggerisce di guardare al voto bis di Osimo (la finestra è tra il 15 aprile e il 15 giugno), dove il centrodestra s’è accapigliato fino alla crisi, come al preludio della sfida nelle Marche. "Con il fallimento di Osimo abbiamo avuto la dimostrazione che la destra e il civismo non possono stare insieme – dice Ricci –, che anzi la destra in quel Comune il civismo lo ha soffocato". Dopo l’ex governatore Spacca, sentirà canti di sirene anche il presidente del Consiglio regionale, Dino Latini? "Noi dobbiamo costruire un nuovo centrosinistra largo con una componente civica molto forte. Il Pd delle Marche e la nostra segretaria regionale (Chantal Bomprezzi, ndr) stanno facendo un ottimo lavoro".

Ma torniamo al "Marchigiano alla porta" e alle cene in famiglia in giro per la regione. "Negli ultimi tempi le cose non vanno bene, ma i marchigiani sono un popolo tosto – scrive Ricci lanciando l’iniziativa –. Col loro genio hanno portato la bellezza nel mondo. Sono un popolo di lavoratori, artigiani che hanno creato scarpe, mobilio da cucina, tecnologia esportata ovunque. Siamo una comunità forte, forgiata nella saldatura tra la cultura del fare e la cultura della solidarietà. Però abbiamo tanti problemi e tante incognite davanti a noi. Ed è di questo che voglio parlare con voi". Ma non chiamatela campagna elettorale.