
Il presidente dell’Abi nominato al vertice della Commissione nazionale italiana: "Sant’Apollinare? Un segno del destino"
"Ho sentito una chiamata e non ho potuto che dire sì". La chiamata era da parte di Sant’Apollinare, il destinatario era Antonio Patuelli e il tramite era l’Unesco. Così il presidente dell’Abi e del Gruppo La Cassa di Ravenna non ha potuto dire di no alla proposta del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani che gli proponeva la presidenza della Commissione nazionale italiana per l’Unesco.
Una chiamata inattesa?
"No, l’amico di antica data Antonio Tajani mi aveva prospettato questa sua idea ancora nell’estate scorsa e, dopo aver valutato la cosa anche per l’impegno che richiedeva, ho deciso di accettare. Del resto risiedo in una città, Ravenna, che ha otto dei siti Unesco italiani, ho vissuto sia a Bologna che a Firenze oltre che a Roma dove di certo i siti Unesco non mancano. Le ’chiamate’ di Tajani, e di Sant’Apollinare, erano ineludibili".
E dunque c’è di mezzo anche sant’Apollinare…
"Si, perché oltre alla basilica di Ravenna a lui dedicata, sant’Apollinare è patrono di Ravenna e dell’Emilia-Romagna, la sede della Commissione italiana dell’Unesco è proprio a Roma in via Sant’Apollinare. Un segno del destino, una chiamata, direi, alla quale non mi sono potuto sottrarre".
Di che cosa si occupa in particolare la Commissione nazionale Unesco?
"La Commissione dà pareri in relazione all’elaborazione e alla valutazione delle candidature ai riconoscimenti Unesco e collabora con gli Organi competenti per l’esecuzione delle decisioni prese in seno alla Conferenza Generale dell’Unesco che ha luogo a Parigi per approvare il programma generale dell’Organizzazione ed il suo bilancio. In pratica, seleziona i nuovi siti per la Lista del patrimonio mondiale fra beni culturali e naturali e tutela e verifica i siti Unesco. Oltre a questo organizza e promuove incontri, convegni, corsi e altre attività di formazione e di studio nelle materie di competenza dell’Unesco. Inoltre, concede il proprio patrocinio a iniziative che hanno un alto valore sul piano scientifico, educativo o culturale e contribuiscono a diffondere i valori e le priorità strategiche dell’Unesco avviando l’iter per la concessione del patrocino dell’Unesco alle iniziative di carattere internazionale".
Una carica davvero significativa per un appassionato di storia…
"Certamente, un incarico di volontariato gratuito di alto interesse culturale. Ci sono tanti elementi che rendono interessante la partecipazione e la presidenza di questa importante organismo. E, di fatto, essere il garante di natura metodologica e culturale delle istruttorie che vengono fatte dai proponenti la candidatura a sito Unesco, che sono i Comuni, è un ruolo che mi stimola. E che mi richiede anche un tempo limitato, vista anche l’alta qualità della struttura e della commissione italiana Unesco. Anche i collegamenti con Parigi, che ospita il quartier generale dell’Unesco, organizzazione delle Nazioni Unite, avvengono innanzitutto tramite l’ambasciatore d’Italia preso l’Unesco ed anche in via telematica senza bisogno di spostamenti fisici".