RAFFAELLA CANDOLI
Cronaca

Tra Giubileo e storia millenaria. Quando l’Abbazia del Monte nel 2000 rinnovò il suo look

Venerdì alla sala Pio VII incontro con il vescovo Caiazzo sulla celebrazione dei due avvenimenti

Venerdì alla sala Pio VII incontro con il vescovo Caiazzo sulla celebrazione dei due avvenimenti

Venerdì alla sala Pio VII incontro con il vescovo Caiazzo sulla celebrazione dei due avvenimenti

"Il Giubileo del 2025 e un ricordo del Giubileo del 2000 al Monte", questa la tematica al centro dell’incontro di venerdì alle 16, presso la sala Pio VII dell’Abbazia di S.Maria del Monte. A promuovere l’evento sono l’Abbazia stessa, monastero e santuario; la Società Amici del Monte, l’associazione Benigno Zaccagnini, col patrocinio del Comune. L’abate dom Mauro Maccarinelli dedicherà una riflessione teologico-spirituale al Giubileo attuale invitando i fedeli a considerare il "Giubileo, sosta per un cammino nuovo", " un momento di riflessione – spiega -, di rinnovamento spirituale e ripartenza nel cammino della fede per una qualità nuova del tempo che abbiamo". Interverranno Antonio Giuseppe Caiazzo, vescovo di Cesena-Sarsina e Camillo Acerbi assessore alla Cultura; alcuni presenti ricorderanno le opere che nel 2000 furono realizzate per offrire accoglienza ai pellegrini dell’Est Europa che si sarebbero recati a Roma per il Giubileo e, nel contempo, celebrative del millenario di Fondazione dell’Abbazia; coordina Ines Briganti.

Memoria storica e testimone di allora è Luciano Almerigi, presidente onorario degli Amici del Monte, che con l’associato Umberto Gaggi e Stefano Brigidi vicepresidente del sodalizio della Società Amici del Monte (presieduta da Filippo Panzavolta) e il presidente dell’associazione Zaccagnini Damiano Zoffoli, ricorda – nel corso di una conferenza stampa -, le opere che nel 1999 furono realizzate al Monte in preparazione della celebrazione dei due avvenimenti, che ancora oggi sono di ampio utilizzo. "A dom Luigi Crippa – afferma Almerigi -, abate del tempo, va riconosciuto, pur nella riservatezza della persona, l’essere stato propugnatore di novità, sia nell’aprire la Comunità monastica alla città, rendendo visitabili locali interni interdetti ai laici e alle donne, quali il refettorio, ospitando le giornate del Fai e scolaresche in visita". Dal punto di vista strutturale furono restaurati i suggestivi ambienti quattrocenteschi del refettorio; ebbe un ruolo fondamentale nel reperimento dei fondi Ercole Acerbi, anima della "Benigno Zaccagnini", padre dell’assessore Camillo, fu ricavata dall’ex falegnameria gestita fino a quel momento da fra’ Gerardo Dessi, celebre ebanista, una sala convegni polivalente da 99 posti. Intervenne a sostegno dei lavori la Fondazione della Cassa di Risparmio. Fu voluto dal Comune per una spesa di 300milioni di lire l’impianto di illuminazione esterna absidale con l’erogazione gratuita di corrente elettrica da parte di Hera. Un contributo importante di 50milioni di lire per il millenario dell’abbazia fu offerto dalla Fondazione della Banca Popolare presieduta dall’ingegner Marconi. Altro istituto di credito, la Banca di Cesena, che apportò il proprio contributo di 30milioni di lire, con la Fondazione Bisulli, al restauro dell’organo ottocentesco Verati e la realizzazione di cd illustrativo del complesso monastico benedettino.

"L’11 luglio 1998 – aggiunge Gaggi che tuttora se ne occupa -, fu inaugurata l’erboristeria che tuttora coi suoi prodotti naturali (biscotti, vino, sciroppi, creme per la cura della pelle) rappresenta un collegamento con la città". Risale allo stesso periodo la riapertura del prezioso laboratorio di restauro del libro. Ancora, fu coniata una medaglia celebrativa disegnata da Ilario Fioravanti e promosso un convegno mariano internazionale e realizzato un volume a cura di Franco Faranda della Soprintendenza dedicato agli ex voto.