
Bar e locali in via degli Orefici
Bologna, 23 marzo 2025 – “Il decreto Unesco è uno strumento utile per la nostra città. Lo manterremo e credo che entro un paio di settimane lo rivoteremo”. Luisa Guidone, assessora al Commercio, rivendica il regolamento adottato nel 2019 dalla giunta Merola che prevede paletti ad alcune attività commerciali che rischiano di trasformare Bologna in città dei taglieri. E fa sapere che il vincolo (in scadenza a giugno) sarà confermato.
Assessora, questa volta avete bocciato 17 proposte di deroga su 18. Come mai?
“La valutazione dei progetti speciali è stata fatta da una commissione ad hoc. La ratio è chiara: va tutelato il nostro centro storico, evitando un’offerta commerciale omologata e puntando invece su qualità e innovazione”.
A Starbucks, che è una catena, è però stato dato l’ok.
“I progetti vengono valutati considerando diversi criteri. Ad esempio, dipende molto dalla zona o la strada dove s’intende aprire l’attività. Che cosa c’è intorno. Non dimentichiamo, poi, che il progetto speciale di Starbucks venne approvato in un momento delicato, subito dopo la pandemia. E, comunque, non c’è relazione tra una proposta e l’altra: si valuta caso per caso”.
Le Cesarine sono state promosse, mentre altre 17 possibili attività no. Quali erano le criticità?
“Alcuni di questi progetti puntavano a nascere in strade già sature di esercizi di somministrazione di alimenti: via delle Moline, via degli Orefici, via del Pratello. Non solo. C’era anche la proposta di apertura di un supermercato...”.
Le Cesarine, invece, hanno il vantaggio di essere un progetto diffuso?
“Beh facendo attività di home restaurant non hanno vetrine sulla strada, quindi non hanno un impatto sullo spazio pubblico. Il via libera è arrivato perché garantiscono un servizio innovativo: la qualità ha pesato”.
C’è il timore che la città dei taglieri si espanda troppo?
“Quello che vogliamo è evitare che in centro ci siano solo attività a vocazione alimentare che rischino di cannibalizzare il resto del commercio. Che, tra, l’altro è quello più in difficoltà. Si deve puntare su un mix merceologico”.
Negli anni scorsi, però, le bocciature sono state meno...
“Abbiamo accettato proposte che garantivano la restituzione di alcuni luoghi alla città come la rinascita del Teatro Romano o della Galleria Acquaderni (non ancora aperte, in verità, ndr). Ma è stata approvata anche la proposta del forno Ceneri (l’attività non è ancora partita, ndr) in via Solferino, una via dove quest’offerta può dare un servizio in più alla cittadinanza”.