
Il crescentone di piazza Maggiore, inaccessibile per i disabili
Bologna, 10 gennaio 2017 - Divieto di accesso al Crescentone per i disabili. E’ impasse tra Comune e Soprintendenza sulla realizzazione di alcune rampe. Da oltre un anno, tra le due istituzioni è un rimpallo di progetti autorizzati a metà. Un piccolo passo avanti pare esserci stato, in commissione presente l’assessore ai Lavori pubblici, Riccardo Malagoli, da parte dell'architetto Andrea Capelli della Soprintendenza. Un primo progetto viene elaborato da Palazzo D'Accursio alla fine del mandato scorso, su idea della consulta dell'handicap. A ottobre 2016 l’idea è rilanciata dal disability manager del Comune, Egidio Sosio. A gennaio 2017 Palazzo D'Accursio propone alla Soprintendenza un primo progetto che tra "forti perplessità" dei Beni culturali viene autorizzato, a patto di avere una campionatura dei materiali da usare. A maggio, il Comune aggiorna il progetto chiedendo di poter realizzare le rampe su tre lati (Palazzo D'Accursio, Palazzo del Podestà e San Petronio), proposta questa bocciata dalla Soprintendenza. Ad agosto, la Giunta approva il progetto esecutivo da 5.900 euro e in settembre affida i lavori, salvo poi accorgersi che i lavori, così come li chiedeva la Soprintendenza (taglio del marmo in diagonale), erano irrealizzabili.
Palazzo D'Accursio "rinuncia all'intervento autorizzato", sottolinea l'architetto; salvo presentare in novembre un secondo progetto "completamente diverso" che prevede tre rampe esterne al Crescentone e non intagliate. Una proposta che "ci preoccupa e non ci convince - spiega Capelli - perché esteticamente non gradevoli".
L'istruttoria è ancora in corso, ma "non credo ci siano le condizioni per approvare questo secondo progetto", osserva il dirigente che si dichiara disponibile a "trovare una soluzione in tempi rapidi". Due le strade: o andare avanti col primo progetto autorizzato (un solo scivolo intagliato) oppure, concede Capelli, "la soluzione alternativa possono essere rampe mobili, anche di legno, fissate perché siano in sicurezza, per non andare a demolire o alterare il Crescentone, da appoggiare anche in più punti senza manomettere l'opera".
Malagoli coglie la palla al balzo: "Sul progetto approvato c'è una differenza di visione sulla realizzazione, ma non credo sia un grosso problema. Colgo con senso pratico la disponibilità della Soprintendenza a ragionare, noi siamo pronti a partire coi lavori anche lunedì. Sono però contrario a soluzioni provvisorie che creano problemi successivi di pulizia e manutenzione".
Ma il Pd non ci sta e bacchetta la Soprintendenza attraverso i consiglieri Elena Leti e Marco Lombardo. "Il diritto all'accessibilità è indispensabile - ammonisce Leti in commissione - su questo progetto abbiamo lavorato un anno: sono perplessa dalla risposta della Soprintendenza, non è un bel segnale". Di "percorso kafkiano" parla Lombardo, che si dice "sconcertato dalla risposta della Soprintendenza".
Arrabbiati anche i civici di Insieme Bologna. "Le parole della Soprintendenza lasciano l'amaro in bocca", attacca Giulio Venturi. "Mi pare che la responsabilità sia del Comune - afferma il capogruppo FI, Marco Lisei - sicuramente la Soprintendenza è rigida, ma il progetto era stato approvato. Solo dopo il Comune si è reso conto che non era realizzabile".