
Luminarie di Lucio Dalla, un momento dell'asta di beneficenza (FotoSchicchi)
Bologna, 4 luglio 2019 - Per ora torneranno in strada, a Casalecchio. La disponibilità del sindaco Massimo Bosso c’è già: «Occorre verificare esattamente le tempistiche e gli aspetti tecnici, oltre a collegarci iniziative specifiche». Ma Claudio Sabatini ha altri programmi per le 12 luminarie con i versi di Dalla acquistate l’altro ieri nell’asta benefica di Palazzo Re Enzo: «Vorremmo appenderle in una nuova struttura teatrale che abbiamo intenzione di realizzare in città, sarebbero un omaggio unico a un artista straordinario com’era Lucio», spiega l’ex proprietario della Virtus e oggi patron dell’Unipol Arena.

Sabatini, com’è nata l’idea di Casalecchio?
«Ne ho già parlato con il sindaco Massimo Bosso, che ha accettato con entusiasmo l’ipotesi e di questo lo ringrazio. Provvisoriamente saranno appese in via Marconi a Casalecchio, dove potranno essere ammirate dai passanti e dai commercianti».
Perché avete deciso di partecipare all’asta?
«Non è stata un’iniziativa a titolo personale, ma l’abbiamo fatto a nome della nostra azienda. Innanzitutto perché c’era questa magnifica finalità benefica, a favore del Sant’Orsola, ma anche per un altro motivo».
Quale?
«Abbiamo in mente un’idea precisa: installare le luminarie all’esterno di un nuovo teatro che vorremmo realizzare in città, abbiamo già un partner privato al nostro fianco di altissimo livello pronto a investire su un’area anch’essa privata».
Che tipo di teatro?
«In realtà le sale saranno tre: una da 3.650 posti, una da 820 e l’ultima da 280. Una sorta di ‘multisala’ teatrale dedicata agli spettacoli di varie dimensioni che possa dare la possibilità ai bolognesi di assistere anche a quegli eventi che oggi, a causa della carenza di strutture adeguate, non possono fare tappa in città. Insomma, ci piacerebbe in questo modo completare la proposta di Bologna Capitale della Musica».
Inutile chiedere che nome avrà.
«Quando si viene a Bologna, è inevitabile pensare subito a Lucio Dalla. Poter esporre all’esterno i suoi versi e intitolargli questa struttura per noi rappresenterebbe anche un grande onore. Naturalmente, l’intitolazione dovrebbe avere il via libera degli eredi e della Fondazione».
Ne avete parlato con il Comune?
«Ci sono stati recentemente degli incontri nei quali abbiamo esposto il nostro progetto. Siamo in attesa di una risposta dall’amministrazione e ci auguriamo che la giunta accetti la proposta al più presto. L’esperienza di questi anni dell’Unipol Arena ci dice che il territorio ha ricevuto guadagno e prestigio dalla presenza di una location di quel tipo».
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