
Posti di lavoro a rischio, l’appello di Mazzeo (Cisl). Domani tavolo tecnico in Regione, al centro il tema degli ammortizzatori
"Al fianco della Regione intervenga al più presto anche il ministero per aiutarci a trovare nuovi soci". Due settimane fa è iniziata la corsa contro il tempo delle istituzioni e dei sindacati per salvare la Gaggio-Tech (nella foto Primo Sacchetti in assemblea), in seguito alla decisione annunciata dal socio di maggioranza Alessandro Triulzi della Tecnostamp – detentore del 60% della ditta – di mettere in liquidazione volontaria l’azienda dell’Appennino. Una scelta peraltro confermata a suo tempo ai sindacati dai legali dell’impresa, non dalla proprietà e senza alcun avviso preventivo ai lavoratori. Dunque, di fatto, la crisi all’ex Saga Coffee, non ha colpito solo lo stabilimento di Gaggio ma l’intero Appennino bolognese. Secondo Massimo Mazzeo, segretario Fim-Cisl, ora siamo in "stand-by". Tuttavia, è in questa fase di stallo che diventa ancor più importante l’intervento delle istituzioni. "Lavoreremo insieme a loro per portare a bordo altri soci. Faremo pressione anche sul governo centrale, in particolare sul ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso", prosegue Mazzeo ricordando che il Mimit può intervenire in crisi aziendali solo al di sopra dei 250 dipendenti, salvo deroga, ma continua a fornire supporto operativo e strategico.
"L’intervento del ministero potrebbe essere utile rispetto all’ingresso di nuovi soci", ribadisce Mazzeo.
Fim, Fiom-Cgil, Regione da una decina di giorni stanno lottando insieme ai lavoratori per supportare l’ingresso di nuovi imprenditori in grado di salvaguardare tutti e 131 i posti di lavoro. Giovedì scorso si sarebbe dovuto svolgere un incontro tra sindacati e i loro avvocati, il liquidatore Mattia Berti e i legali della Gaggio-Tech "per capire quanto è fattibile continuare con gli attuali ammortizzatori sociali, ovvero la cassa integrazione straordinaria", avverte Massimo Mazzeo, segretario cittadino Fim-Cisl.
Il tavolo tecnico – ha comunicato ieri il sindacalista Primo Sacchetti – è stato rimandato a domani alle 15.
L’alternativa alla cassa integrazione straordinaria, sostiene Mazzeo, è "la cassa integrazione per cessazione. Quest’ultima, però, è spesso riservata ai dipendenti che fanno parte di un’azienda già in chiusura. Noi invece continueremo a dialogare per capire quali sono le possibilità che subentrino nuovi soci al fianco della famiglia Melocchi, soci di minoranza (40%) della ditta". Non solo, la Fim-Cisl domani capirà "a che punto della vertenza siamo – prosegue Mazzeo –. In tal senso sarà fondamentale l’apporto dei colleghi della Fiom e del liquidatore Berti", nominato dall’assemblea Gaggio-Tech, all’atto della messa in liquidazione volontaria.
Giovanni Di Caprio