FRANCESCO MORONI
FRANCESCO MORONI
Cronaca

Le opere per la città. Ara: "Inserire Bologna in un ‘piano speciale’. Il governo acceleri"

L’assessore: "Servono 200 milioni, il ministro Musumeci chiarisca i tempi. Il comitato dice di intervenire su Staveco, Prati di Caprara, Dumbo e Cierrebi? Dubito le proprietà diano l’ok. Bisogna prima intercettare l’acqua in collina"

L’assessore: "Servono 200 milioni, il ministro Musumeci chiarisca i tempi. Il comitato dice di intervenire su Staveco, Prati di Caprara, Dumbo e Cierrebi?. Dubito le proprietà diano l’ok. Bisogna prima intercettare l’acqua in collina".

L’assessore: "Servono 200 milioni, il ministro Musumeci chiarisca i tempi. Il comitato dice di intervenire su Staveco, Prati di Caprara, Dumbo e Cierrebi?. Dubito le proprietà diano l’ok. Bisogna prima intercettare l’acqua in collina".

Bologna, 25 marzo 2025 – "Valuteremo le proposte, ma dubito che le proprietà demaniali o private daranno un assenso". Daniele Ara considera il piano del comitato ‘Salviamo il canale Navile’ meritevole di attenzione, ma difficilmente realizzabile. L’assessore comunale alla Sicurezza idrica torna sul tema dopo che, l’altro giorno, il presidente dell’associazione Vitruvio Gabriele Bernardi (che ha esposto il piano) ha suggerito di realizzare vasche di laminazione a valle in quattro aree: Staveco, Prati di Caprara, Dumbo ed ex Cierrebi. "Ma la priorità esta quella di opere a monte", chiarisce Ara.

Assessore, nel dossier consegnato alla Regione sono già previste vasche?

"Stiamo concordando una serie di interventi per trattenere l’acqua in collina. L’associazione Vitruvio fa proposte interessanti, ma già a valle. Noi abbiamo bisogno di far sì che l’acqua non arrivi in collina, ma venga dirottata verso il Reno, inserendo anche i Colli nella Mappa di rischio".

Le vasche servono, dunque?

"Il lavoro principale è proprio intercettare l’Aposa, il Ravone, il Meloncello e tutti i torrenti verso il Savena. Capire cioè che interventi e vasche prevedere...".

Chi sarà a finanziarle?

"La grande domanda è proprio ‘Chi paga?’. Si tratta di corsi d’acqua su terreni demaniali, quindi a occuparsene è lo Stato. Come Comune, intanto, stiamo intervenendo sui danni dell’alluvione e promuovendo l’accordo con la Bonifica Renana per la pulizia dei rii collinari e delle loro sponde, così come delle griglie. Un impegno, tra l’altro, non previsto a livello statutario".

Chi dovrebbe occuparsene?

"La competenza è della Regione, ma siamo felici dell’accordo con la Bonifica Renana".

E per quanto riguarda i lavori sul medio-lungo periodo, come le grandi opere in collina?

"È un lavoro più ‘di sistema’, sono aree in parte private e in parte demaniali. Poi noto una cosa tra le proposte di Vitruvio...".

Cosa?

"Sono tutte aree già al centro di altri progetti definiti e non credo le proprietà andranno verso una direzione diversa. In ogni caso, valuteremo...".

Una volta realizzate le vasche in collina, ci può poi concentrare e ‘spostare’ verso la città?

"Gli esperti ormai dicono che l’acqua o la trattieni prima o devi decidere dove farla uscire: ecco perché si sceglie di trattenerla in collina, prima che arrivi alle case. Bisogna decidere dove rompere l’argine, cioè pensare dove fare uscire l’acqua".

Quali i prossimi passi?

"Stiamo aspettando di passare sotto l’egida del commissario Curcio e che Bologna venga inserita in un Piano Speciale".

Quante risorse servono?

"Circa 200 milioni di euro".

E quali sono i tempi?

"Bisognerebbe chiederlo al ministro Musumeci (Protezione civile, ndr): parliamo di enormi interventi per la cura del territorio. La Regione deve implementare la cura ordinaria dei nostri corsi d’acqua, ma gli interventi straordinari spettano allo Stato".

Il sindaco Lepore ha parlato di 2-3 anni come tempistiche, ma in precedenza, durante gli incontri con i residenti alluvionati, si era parlato di 5-10 anni.

"Se ci sono tutte le risorse e non compaiono complicazioni, ci vorranno almeno 2 o 3 anni...".

Sono previste delocalizzazioni?

"Facendo le vasche in collina nei punti che abbiamo individuato non ci sono delocalizzazioni. Ce ne sono alcune in ballo lungo rii e torrenti: due al Meloncello, due al Ravone, una all’Aposa e una sul rio Strione".