
L'arcobaleno immortalato da un nostro lettore dai piani alti di una palazzina in zona Savena
Bologna, 24 marzo 2025 – La magia dell’arcobaleno ha fatto un’altra volta capolino nel cielo di Bologna, convincendo chi, affacciandosi alle finestre degli ultimi piani, è corso a prendere il telefonino per immortalare la meraviglia della natura e regalandoci così l’incanto di questa primavera appena sbocciata.
I colori dell’arcobaleno
Sette i colori dell’arcobaleno (rosso, arancio, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto) visibile quando i raggi di luce solare si riflettono o si rifrangono sulle gocce d’acqua sia di pioggia che di cascate e in questo, che poco dopo le 15 ha invaso il cielo di Bologna lasciando senza parole chi a quell’ora si è affacciato alle finestre nella zona Savena-Mazzini, ne ha potuto immortalare almeno cinque. Il rosso, che passando dall’arancione arriva al giallo e l’azzurro che in alcuni punti si è acceso di indaco.

Come si forma l’arcobaleno
Ma come si forma l’arcobaleno? L’affascinante fenomeno ottico atmosferico a forma di arco che appunto, nell'iconografia tradizionale è caratterizzato da 7 fasce colorate che si stagliano nel cielo (ma che in realtà mostra uno spettro continuo di colori) è conosciuto sin dall'antichità. In realtà nonostante ciò che ci dice il nome latino da cui deriva ‘arcus pluvius’ che significa appunto ‘arco piovoso’ e che lo mette in relazione con la pioggia, non si forma solo dopo i temporali.
Diciamo piuttosto che devono esserci una serie di condizioni che ne permettano la formazione, che dipende dalla riflessione e dalla rifrazione dei raggi solari all'interno di piccole goccioline d'acqua sospese nell'aria.
Nell'ambito della fisica dell'atmosfera e della meteorologia l'arcobaleno si forma quando i raggi solari di luce bianca incontrano le goccioline d'acqua sospese in aria. Queste causano la deviazione della luce per i fenomeni di rifrazione e riflessione.
A cosa deve la sua forma
La forma arcuata è dovuta alla riflessione della luce attraverso le gocce d'acqua che avviene secondo un angolo fisso di 40-42°. In pratica, quello che si forma è un cono di luce colorata, dove noi siamo al suo vertice.
La curvatura richiama quindi la forma interna della goccia che, come uno specchio, spara la luce in tutte le direzioni. Un arcobaleno è infatti un cerchio, ma non possiamo vederne la forma completa perché l'orizzonte taglia la sua metà inferiore. La curvatura è poi funzione della luce solare: più alto è il sole nel cielo, meno flesso sarà l'arcobaleno sopra l'orizzonte.