MILLA PRANDELLI
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Lo strazio degli afghani che restano. "Noi, disperati e nascosti come topi"

Il dramma di uno studente che lavorò per l’Italia: è scappato da Herat ma non riuscirà a partire con la famiglia

Una rifugiata afghana fugge dal Paese finito in mano ai talebani (Ansa)

L’ultimo aereo C130J dell’aeronautica militare carico di persone tra cui l’Ambasciatore Claudio Pontecorvo e il console Tommaso Claudi, diversi carabinieri del Tuscania e alcuni civili italiani e afghani è rientrato in patria ieri notte e, per ora, i voli umanitari sono sospesi. A Kabul e Herat restano decine di lavoratori che per anni hanno prestato servizio nelle basi italiane di Camp Arena, Camp Invicta, Bala Morghab, Shindand, Ice e Snow, solo per citarne alcune. Per loro sono i giorni della paura, l’avere collaborato con le Forze Armate italiane li mette in pericolo di vita. "Sono senza parole – spiega al...