RAIMONDO MONTESI
Cronaca

La storia anconetana nelle videoguide

Presentato il progetto che ha consentito di catalogare tecnologicamente il patrimonio dell’Archivio di Stato

Presentato il progetto che ha consentito di catalogare tecnologicamente il patrimonio dell’Archivio di Stato

Presentato il progetto che ha consentito di catalogare tecnologicamente il patrimonio dell’Archivio di Stato

C’è un enorme patrimonio culturale ad Ancona, poco noto ai più, che si ‘distende’ lungo ben 18 chilometri lineari. E’ l’Archivio di Stato, in via Maggini 80, che raccoglie una sterminata quantità di documenti. Un luogo prezioso, che ora potrà essere conosciuto meglio da parte di chi ha difficoltà fisiche, visive e uditive. Merito del progetto ‘La memoria condivisa: fruizione senza barriere del patrimonio archivistico’, inserito nell’ambito del Pnrr, ideato insieme al Museo Omero.

E’ qui che ieri sono state presentate tre videoguide realizzate per promuovere la conoscenza del materiale conservato nell’istituto e dei servizi offerti al pubblico. I video, commissionati alla Peaktime Marketing&Comunicazione di Alvin Crescini, sono una parte dell’iniziativa, che ha già prodotto vari interventi tesi a favorire un più ampio accesso e una maggiore conoscenza del luogo, come il piano per eliminare le barriere architettoniche, la formazione del personale in tema di accessibilità e la realizzazione di strumenti come libri tattili, disegni a rilievo, calchi e trascrizioni in braille di documenti storici.

A breve ci sarà anche una postazione digitale dedicata agli ipovedenti, con tanto di stampante braille. Un progetto lodato dall’assessore ai servizi sociali Manuela Caucci, tra i cui obiettivi c’è quello di "rendere Ancona una città sempre più accessibile e inclusiva", a partire dalla questione delle barriere architettoniche. Rosangela Guerra della Soprintendenza archivistica e bibliografica delle Marche definisce il progetto "un vanto", perché "la condivisione di informazioni, cioè di memoria, cultura e identità non è qualcosa di scontato".

Carlo Giacomini, direttore dell’Archivio di Stato di Ancona, sottolinea che "vogliamo abbattere le barriere architettoniche, ma soprattutto quelle cognitive. Il progetto generale è partito nel 2021, e riguardava l’accessibiltà ai luoghi della cultura. Viviamo in Italia, che ha oltre il 70 per cento del patrimonio monumentale mondiale. E le Marche, per quel che riguarda i documenti, ha pochi uguali. Quelli presenti nel nostro Archivio testimoniano la memoria storica dell’intera provincia".

A rappresentare il Museo Omero sono il presidente del Museo Omero Aldo Grassini, che esprime soddisfazione per i risultati ottenuti (‘Si è lavorato in modo produttivo, ma anche con piacere. Abbiamo ricevuto una bella accoglienza’) e Monica Bernacchia, che spiega come i video, realizzati da Marta Paraventi, tengono contro di ogni possibile difficoltà di fruizione (visiva, uditiva, ma anche cognitiva). Paraventi e lo stesso Giacomini citano alcuni dei documenti dell’Archivio: si va dal testamento di Spontini a una lettera in cui Rossini ‘segnala’ la cantante Anna Janich, dal contratto per la Pala dell’Alabarda di Lorenzo Lotto alla ‘rassegna stampa’ sulla Settimana rossa del 1914.

Ma nell’Archivio c’è davvero di tutto, dal Basso Medieovo ad oggi. Un vero paradiso, in particolare, per chi vuol conoscere la storia (politica, economica, culturale) di Ancona. E magari per consultare il proprio albero genealogico.

Raimondo Montesi