SILVIA SANTINI
SILVIA SANTINI
Cronaca

Frena il calo delle imprese: "Le perdite sono dimezzate"

Lo studio della Cna mette in evidenza una diminuzione del 2,2 per cento nel 2024 rispetto all’anno precedente, Silvi: "Tiriamo un sospiro di sollievo".

Marco Silvi

Marco Silvi

Le imprese di Fabriano calano nel 2024 di 46 unità (meno 2,2 per cento) rispetto all’anno precedente. Un dato importante certificato dal centro studi di Cna Marche in merito al saldo imprenditoriale nella città della carta. Guardando ancora più indietro all’anno precedente però, la perdita riguardava 184 unità, pari a un meno 8 per cento sul 2022. Il segno meno interessa in generale tutti i macrosettori, con particolare riguardo l’agricoltura (meno 4,8), le manifatture (meno 3) e le costruzioni (meno 2,9) mentre tiene sostanzialmente il terziario che perde "solo" l’1,1 per cento.

Marco Silvi, responsabile sindacale della Cna di Fabriano e Area Montana, prosegue con l’analisi: "Rispetto alla pesante "debacle" dello scorso anno, il dato imprenditoriale fabrianese tra aperture e chiusure ci mostra nel 2024 una sostanziale tenuta, con un indice percentuale migliore di quello dell’intera provincia di Ancona (pari al 2,5 per cento). Sicuramente un risultato non positivo, considerato che in un solo biennio la città ha perso 226 imprese ma sicuramente più incoraggiante in confronto all’annualità precedente". Allargando l’analisi al territorio montano, Sassoferrato perde 24 imprese con il dato che si attesta su meno 3,9 per cento (meno 6,7 nel 2023), Cerreto d’Esi cala di 10 unità con una perdita più che dimezzata rispetto all’anno precedente (meno 4,5 per cento quest’anno e meno 9,5 lo scorso), Genga deve fare a meno di otto aziende, riportando un meno 4,9, in netto calo rispetto all’8,9 per cento del 2023. Infine Serra San Quirico, con 17 unità in meno, perde 6,9 punti percentuali, numero migliore rispetto al meno 10,5 del dato precedente.

"Anche i risultati dei Comuni interni, pur tutti con un saldo negativo tra nuove aperture e chiusure, mostrano però una decisa frenata nella decrescita di imprese, basti pensare che, includendo Fabriano, nel 2024 l’intera area montana va a perdere 105 Partite Iva, rispetto alle 296 del 2023, quasi due terzi in meno – conclude Silvi -. Non c’è nulla da festeggiare dunque, ma possiamo sicuramente tirare un sospiro di sollievo auspicando che la tendenza verso una sostanziale ripresa non si arresti". Per questo il responsabile lancia un appello preciso: "Deve essere chiaro che per raggiungere l’obiettivo servono misure decise e concrete a tutti i livelli".