
Il Tribunale di Pesaro assolve un 62enne pesarese da accuse di maltrattamenti e stalking per mancanza di prove.
Maltrattamenti, aggravati in danno alla moglie e alla figlia minorenne, stalking, violenza psicologica e verbale: queste le accuse mosse contro un 62enne pesarese che è stato assolto con formula piena dal Tribunale di Pesaro, perché il fatto non sussiste. Con la denuncia, la moglie dell’uomo aveva lamentato diversi e gravi comportamenti maltrattanti e vessatori in suo danno sin dalla fine del 2022 (data in cui i due già vivevano separati) Tra i fatti denunciati, i più rilevanti erano l’accusa di aver installato un tracker- Gps (foto) nella macchina della donna, un’aggressione verbale in un bar di Borgo Santa Maria e un messaggio, inviato alla ex moglie, in cui le scriveva "Sotto casa tua la macchina non c’è" oltre a lamentare di essere stata bloccata sui social e sul cellulare. Ma per il giudice Versini le accuse non hanno retto. "Innanzitutto - spiega l’avvocato difensore, Alan Melchionna - non è stata fornita alcuna prova o elemento presuntivo che il gps fosse riconducibile in alcun modo al mio assistito. Poi, alla prima udienza, a seguito delle eccezioni mosse, il pm veniva invitato dal Tribunale a riformulare il capo di imputazione, essendo insussistente e infondata la circostanza della presunta aggressione verbale: per tale motivo all’udienza dopo, il Pm l’ha esclusa dai fatti. Infine, il messaggio che il mio cliente ha mandato alla ex moglie, e che decontestualizzato può sembrare minaccioso, in realtà è un messaggio di un padre preoccupato: la figlia, infatti, in quella giornata era rimasta a casa da scuola perché stava poco bene. Il mio cliente, per lavoro, spesso passa in strada del Montefeltro, dalla quale si vede l’abitazione. Avendo saputo solamente alle 15, dopo l’avviso della donna, che la figlia minorenne non era andata a scuola, non vedendo la macchina della ex moglie, il primo pensiero è andato all’incolumità della ragazzina, che poteva essere sola in casa ed indisposta. La donna, inoltre, aveva accusato il mio cliente di averla bloccata dappertutto: per fortuna che l’uomo ha potuto dimostrare, con 1000 pagine di documenti, tutte le comunicazioni emails, chat di WhatsApp e Sms, riguardanti le comunicazioni con la moglie per la gestione della figlia minore e risalenti all’autunno 2021 e fino alla tarda primavera 2023".
L’assoluzione segue una condanna, del novembre 2021, a carico dell’uomo – 3 anni e 3 mesi – per una precedente vicenda: sempre maltrattamenti nei confronti della ex moglie, oltre ad un risarcimento di 10mila euro e 20mila euro alla figlia: "Il mio cliente – continua l’avvocato Melchionna – ora sta scontando ingiustamente una pena in carcere. L’accusa mossa è che l’uomo abbia iniziato ad essere violento e aggressivo sin dal principio del matrimonio, a metà anni ‘90. In questo caso, è chiaro l’errore giudiziario, per il quale non sono state tenuti in considerazione vari elementi: primo tra tutti, l’assenza di lividi e l’affetto che, in quel periodo, legava il mio cliente alla sua ex moglie". Alessio Zaffini