Bologna, 14 giugno 2011 - IL TOTONOMI non lo appassiona. Luigi Marino, presidente di Confcooperative, in vista dei rinnovi dei vertici di Aeroporto e Fiera — il 22 e 23 luglio si nomineranno i successori di Giuseppina Gualtieri alla presidenza del ‘Marconi’ e di Fabio Roversi Monaco a quella dell’Expo — traccia alcune linee di fondo che, a suo parere, dovranno guidare le scelte dei soci. In estrema sintesi: non bastano i buoni bilanci.
 

Aeroporto e Fiera presentano conti a posto.
«I bilanci sociali hanno molte sfaccettature, vanno letti con molta attenzione».
 

Sulla carta, sono positivi. Non era scontato.
«In politica si dice: quello è bravo perché è onesto. Beh, ci mancherebbe il contrario. È un prerequisito. Così come dire: quel presidente è bravo perché chiude con un buon bilancio. È un prerequisito, non un requisito».
 

Non bastano i numeri?
«No, perché avere un ottimo risultato non significa avere risolto i problemi».
 

Dunque?
«Un azionista che sceglie il manager non guarda solo al risultato ottenuto. Cerca idee sul futuro, prospettiva, strategia, lucidità, capacità di governance... Fattori spesso non codificabili con una cifra».
 

La politica vorrà influenzare le nomine.
«Nessuno scandalo se in ambienti politici ed economici si discute di quale potrebbe essere la soluzione migliore per la governance di Fiera e Aeroporto. Si fa in tutto il mondo. Purché...».
 

Purché?
«Purché il merito, le idee, le capacità professionali precedano l’appartenenza».
 

Non sempre è stato così.
«Nel passato, con molta abilità, ci sono state presentate come esperti delle patacche taroccate dalla politica».
 

Qualche nome?
«...».
 

Il Comune ha molta voce in capitolo. Che cosa si aspetta dal nuovo sindaco?
«Che rompa con le tradizioni, che non minimizzi il suo ruolo in questi enti, anche rispetto alla Regione. E che le scelte vengano fatte — pur con le dovute autonomia e indipendenza — in un contesto di coesione, sentiti gli azionisti, le forze economiche e sociali della città».
 

Il sindaco Merola nominerà un comitato di saggi per un parere consultivo sulle candidature in campo. Che ne pensa?
«Io, da sindaco, non lo avrei fatto».
 

Perché?
«Ci sono responsabilità proprie. Merola ha tutte le caratteristiche, con il suo passo, per fare le scelte giuste. Poi senta chi vuole sentire. Ma istituzionalizzare un comitato mi sembra più una mossa per il pubblico. Ciò che conta soltanto, alla fine, sono le scelte che farà».